Palla al Centro, Insieme per il Futuro a caccia di «soggetti politici forti per una forza ampia», parla il senatore Presutto

Verrebbe da dire che se Calenda non vuole il M5S al suo interno, allora parte dei pentastellati cambiano nome. Ma anche ideali. Perché allo stato, da soli, rischierebbero di uscire dalle elezioni politiche senza nemmeno lo zero virgola. Ma questa è solo opinione, perché le dichiarazioni del senatore (ex pentastellato) Vincenzo Presutto, dicono altro. E lasciano adito a considerazioni più profonde.

In queste ore si va formando il Gruppo politico «Insieme per il Futuro» che nasce dall’addio al Movimento 5 Stelle da parte del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e altri pentastellati. Tra gli altri, appunto, c’è il senatore Vincenzo Presutto, che ci spiega i motivi del divorzio. Ancora, le sfide da affrontare e il delicatissimo e duraturo momento storico che vive l’Italia. Il tutto all’interno di uno scenario geopolitico internazionale di forte e crescente tensione dove il «Movimento era diventato anacronistico e vittima della crisi del leaderismo» (leader, ndr). Cioè della concentrazione su sé stessi, sulla campagna elettorale per le politiche 2023 a scapito delle incombenze urgenti e «complesse» del momento.

Senatore, perché la scelta di lasciare il Movimento 5 Stelle?

«Si tratta di un processo che nasce dalla necessità di rispondere a un contesto nazionale e internazionale nuovo. Abbiamo di fronte gli effetti economici e sociali della pandemia cui si aggiunge la crisi geopolitica che trova sintesi nella guerra tra Ucraina e Russia».

Palla al Centro, Insieme per il Futuro a caccia di «soggetti politici forti per una forza ampia», parla il senatore Presutto. Perché parla di sintesi?

«Semplicemente perché è il risultato di una situazione di tensione lunga tra il blocco asiatico e quello occidentale che trova in Europa il terreno di scontro».

In Europa e in Italia dunque?

«L’Italia in questo scenario è pienamente coinvolta con gli effetti negativi sul piano economico e finanziario. Lo Spread sta aumentando e l’Italia che già aveva un debito pubblico si trova di fronte una situazione imponente. Dobbiamo far fronte alle conseguenze di tutto questo che riguardano anche l’aspetto sociale. Vede, abbiamo fatto in modo e continuiamo a farlo, che il Paese non imploda in rivolte sociali». Ci verrebbe da dire: Palla al Centro, Insieme per il Futuro cerca di formare un ampio gruppo di forze trasversali.

Quindi, perché lascia il Movimento?

«Perché la storia attuale chiede una compagine politica più responsabile e matura. Il periodo è davvero delicato ed è destinato a essere un lungo periodo. L’Unione e la Nato sono sotto pressione. E da un lato c’è Putin che non vuole saperne di negoziati e dall’altro, in Italia, abbiamo Conte e Salvini che creano problemi».

In che senso?

«Hanno votato la risoluzione per l’Ucraina, però prima hanno fatto campagna elettorale dicendo no alle armi in Ucraina. Questo crea sponde per la Russia e un disallineamento dell’Italia rispetto all’Unione e alla Nato in un momento in cui non possiamo permettercelo. Vede adesso non è il caso di fare campagna elettorale ma occorre responsabilità».

Palla al Centro, Insieme per il Futuro a caccia di «soggetti politici forti per una forza ampia», parla il senatore Presutto. La politica italiana e i partiti sono sempre più in crisi quindi…

«Guardi, già con l’elezione del Capo dello Stato abbiamo mostrato la debolezza del sistema politico. Noi volevamo da subito Mattarella perché serviva stabilità politica. Occorreva tener conto del PNRR cui dare attuazione, degli effetti della pandemia e del pericolo della guerra, che poi è diventato realtà, purtroppo. Messi così, avevamo bisogno di un nome che garantisse coerenza e stabilità. Intanto Conte e Meloni proponevano la Belloni, persona rispettabilissima, ma non era il momento. Da lì è iniziato il problema che io chiamo crisi del leaderismo (che ha a che fare con il leader, ndr)».

Cosa intende per crisi del leaderismo?

«Mi riferisco al fatto che ci sono persone come Conte e Salvini che si concentrano sul fare scelte e proclami da campagna elettorale. Purtroppo, non è il periodo giusto. Non ce lo possiamo permettere, perché quello che abbiamo di fronte è una fase delicatissima che richiede responsabilità». E questo potrebbe valere il posizionare Palla al Centro, Insieme per il Futuro con la capacità di saper leggere i tempi correnti.

Cosa ci aspetta?

«Guardi, basta solo dire che con la risoluzione rispetto all’Ucraina dobbiamo gestire la difficile situazione relativa al gas e al rischio sempre più vicino di carestia. E la crisi alimentare riguarderà 250milioni di persone che poi migreranno e quindi diventerebbe un grosso problema anche per noi».

Il Gruppo Insieme per il Futuro che obiettivi ha?

«Una parte del Movimento ha dato una risposta in termini di responsabilità. Vede, per trovare risposte a problematiche molto complesse servono risposte articolate e occorrono partiti più evoluti. Le fibrillazioni interne a un partito possono esserci e certamente vanno analizzate. Poi, però, devono portare a una maturazione per arrivare a una soluzione. Crediamo serviranno forze politiche trasversali. Insieme per il futuro è la risposta matura a esigenze nuove rispetto a un Movimento che era ormai anacronistico». E ancora Palla al Centro, Insieme per il Futuro cerca soggetti politici forti, capaci di affrontare situazioni nuove e straordinarie.

Cosa intende quando dice che occorrono forze politiche trasversali? guardate al Centro?

«Non guardiamo né a Destra, né a Sinistra o a Centro. Intendo dire che occorrono soggetti politici forti e capaci per formare una forza ampia e integrata, perché i problemi sono molti e lo scenario è preoccupante».

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