Oltre l’invalidità e la Legge 104 l’INPS pagherà 290 euro per queste patologie spesso comuni e all’apparenza innocue 

Soffrire di una malattia che pian piano peggiora la qualità della propria vita, rendendo difficile l’ordinario svolgimento delle attività quotidiane, è una grande sofferenza. Per questo il nostro sistema previdenziale prevede diverse forme di agevolazioni per chi vive queste difficili condizioni. Ad esempio malattie comuni come l’ipertensione, l’asma bronchiale, la bronchite cronica, il diabete e i tumori potrebbero essere l’anticamera della pensione di invalidità. Così come malattie diffuse dell’apparato digerente, a qualunque età potrebbero dare diritto all’assegno d’invalidità.

Quando si parla di malattie invalidanti si è soliti pensare a malattie cardiovascolari, neurologiche o a neoplasie. Difficilmente si associano patologie riguardanti la cute, nonostante queste, soprattutto nelle forme gravi possano impattare negativamente sulla qualità della vita di chi ne soffre. Avere un prurito persistente che addirittura impedisce di dormire e mette a dura prova la capacità lavorativa, riducendola anche considerevolmente potrebbe dare diritto all’invalidità. Ad esempio la dermatite atopica è un’infiammazione della pelle che si presenta con la formazione improvvisa di cute secca e pruriginosa. Talvolta si associa anche a rinite allergica o ad asma.

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Oltre l’invalidità e la Legge 104 l’INPS pagherà 290 euro per queste patologie spesso comuni e all’apparenza innocue

Tra le patologie dermatologiche, le linee guida dell’INPS elencano le malattie bollose, la psoriasi e le dermatiti da contatto. Ai fini della valutazione dei deficit provocati dalle stesse si prendono in considerazione i quadri disfunzionali delle affezioni croniche e i livelli di gravità. Ad esempio, per quanto riguarda le malattie bollose, autoimmuni a decorso cronico-recidivante, con numerose varietà cliniche, particolare rilievo assumono il pemfigo e il pemfigoide. Per quanto riguarda il pemfigo volgare, che potrebbe insorgere tra i 40-60 anni, sono frequenti le complicanze di tipo infettivo e la compromissione dello stato generale. In tali casi l’INPS potrebbe riconoscere una percentuale d’invalidità dall’81% al 100%. Oltre l’invalidità e la Legge 104, in tali casi, con una percentuale pari o superiore al 74%, l’INPS riconosce anche 290 euro mensili.

Anche per la psoriasi si prendono in considerazione diversi fattori, come l’estensione delle lesioni, l’esposizione a fattori scatenanti come l’attività lavorativa, farmaci assunti. Nonché si analizzano le varianti cliniche, con particolare attenzione alla forma artropatica. Infine si valutano gli effetti collaterali della terapia sistemica nelle forme gravi. In determinati casi, come per la psoriasi con artrite di grado grave l’INPS riconosce un’invalidità dal 71% al 100%.

Per le dermatiti da contatto, ovvero a patogenesi immunitaria, con manifestazioni cliniche acute, come eritema, prurito intenso, vescicole ed erosioni l’INPS riconosce una percentuale d’invalidità. In questi casi è frequente l’origine professionale della malattia.  Anche in tale ipotesi si considerano diversi aspetti, come il tipo di lesioni, l’estensione della superficie cutanea, la cronicità e le ricadute.

Come ottenere il riconoscimento

Come per tutte le malattie che danno diritto all’invalidità, il riconoscimento non è automatico. Pertanto sarà necessario inoltrare la domanda all’INPS, allegando il certificato del medico curante che attesti la malattia e il grado d’invalidità. Una volta chiamati a visita davanti alla Commissione Medica INPS, questa redigerà il verbale con cui indicherà la percentuale riconosciuta entro 90 giorni.

Qualora il verbale non risponda alle nostre aspettative si potrà ricorrere l’autorità giudiziaria entro 180 giorni.

Approfondimento

Pochi sanno che questa malattia per le sue caratteristiche può dare il diritto a richiedere l’assegno di invalidità

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