Nuovo rinascimento economico. Un manifesto per l’Italia

Prima o poi il virus sarà sconfitto, l’emergenza sanitaria cesserà. Quello sarà il momento del “Dovere”, con la D maiuscola, per tutti. Il Dovere di fermarsi ancora un giorno per celebrare le migliaia di morti che l’emergenza non ci ha permesso di fare come sarebbe dovere fare. Il Dovere di rendere omaggio ai nostri defunti, che è anche un modo di rendere omaggio alla nostra Storia, quella familiare e quella italiana.

E poi c’è il Dovere di ricostruire un Paese. Quando la vita quotidiana riprenderà, quando le attività economiche torneranno ad aprire, ci sarà un Paese da fare risorgere dalle macerie economiche. Una occasione unica per dare vita ad un nuovo Rinascimento

Italia, manifesto per un nuovo rinascimento economico

Il disfacimento dell’Impero Romano d’Occidente precipitò il continente europeo nel buio del Medievo. Oltre mille anni, dal 476 al 1492 in cui l’Occidente sembrò fermarsi e da cui ne uscì grazie al Rinascimento, nato in Italia a metà del 1300 e affermatosi nel 1400. Un Rinascimento che poi coinvolse, illuminandolo, il resto del continente europeo, fino a quel momento in gran parte avvolto nelle tenebre. Un rinascimento che coinvolse tutti i campi, quello della cultura, delle arti, della economia, delle scienze.

Noi oggi siamo di fronte alla opportunità storica di dare vita ad un nuovo Rinascimento. In Italia possiamo fare sorgere una nuova fase economica che possa aumentare il benessere e la ricchezza per tutti. Alla fine della seconda guerra mondiale grazie al piano Marshall fummo inondati di dollari americani. Anche oggi avremo a disposizione risorse economiche che non abbiamo da decenni e che non riavremo più. Risorse che ci arriveranno grazie alla sospensione del patto di Stabilità, che ci permetterà di investire decine di miliardi sulla ricostruzione

Il Dovere delle responsabilità di fare qualcuno un passo indietro e qualcuno un passo avanti

Italia, manifesto per un nuovo Rinascimento economico. E’ nostro preciso Dovere non sprecare questa grande opportunità, non sprecare queste risorse. La sospensione delle clausole del Trattato di Maastricht permetteranno all’Italia di finanziare la ricostruzione economica grazie al ricorso al debito. Lo scudo della BCE ci permetterà di non andare in default stile Argentina nel 2001. Ma il prestito non sarà a fondo perduto e lo scudo della BCE non proteggerà in eterno.

Il debito andrà restituito con gli interessi è la ricostruzione andrà terminata prima che lo scudo cessi di tutelarci.  Ciò significa che abbiamo un lasso di tempo limitato per rimettere in piedi una economia che corra come ai tempi del Miracolo economico. Che produca ricchezza tale da coprire gli interessi sul debito e ridurre l’esposizione del capitale. Avremo le risorse economiche, abbiamo le energie, le capacità e abbiamo gli uomini per farlo. Ma non sono quelli che ci hanno guidato negli ultimi anni di disastro in disastro. Questi hanno il Dovere di fare un passo indietro una volta finito il disastro e lasciare il posto a chi avrà il Dovere, inteso come onere ma anche onore, di fare rinascere l’Italia

Eventi straordinari richiedono azioni straordinarie e uomini straordinari

L’opportunità di un nuovo Rinascimento economico, nasce dalla situazione di straordinaria difficoltà in cui ci troviamo. Difficoltà straordinarie richiedono azioni straordinarie e uomini straordinari. Albert Einstein sosteneva che il fare le stesse cose porta sempre agli stessi risultati. Chi ha guidato l’Italia fino adesso ha dato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, al netto della crisi che ci sta travolgendo. Un Paese fermo, in ginocchio, ripiegato su se stesso, pieno di ossessioni, paure, egoista, teso a difendere strenuamente quel poco che ha. No, non è questa l’Italia che vogliamo. Noi vogliamo l’Italia del Rinascimento, fatta da uomini straordinari e grado di incantare tutto l’occidente nei secoli a venire.

Finita la crisi e gestita l’emergenza la classe politica tutta, se veramente vuole fare il bene dell’Italia, Dovrà (con la D maiuscola) fare un passo indietro e affidare la guida della ricostruzione una manciata di uomini in grado di fare rinascere questo paese. Uomini competenti, autorevoli, figure di spicco a livello internazionale

Manifesto per un nuovo rinascimento economico

Gestire un emergenza come questa non è facile, ma fare politica non è facile, lo abbiamo visto. Come non è facile fare il medico, il commercialista, il meccanico di auto, ecc. Vale per ogni professione, per fare un mestiere “bene” occorre competenza, professionalità. Gli improvvisati creano solo danni e l’Italia in questi anni ha subito fin troppi disastri dagli improvvisati della politica. Politica deriva dal greco Polis, città. Fare politica significa gestire la cosa pubblica e per farlo bene non basta scrivere sui social un post o affidarsi a qualche slogan.  La nostra classe politica non è in grado di gestire un paese in condizione normale, figuriamoci in condizioni straordinarie. Lo diciamo con profondo dispiacere, ma anche profonda delusione e rammarico: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

L’unica soluzione per uscire dalla crisi a è affidare questo paese a un gruppo di uomini in grado di farlo rinascere. Guidati dall’unica figura che in Italia lo può fare. Un uomo che ha condotto per 5 anni con sicurezza in mezzo alla tempesta dei mercati, la più importante istituzione europea. Un uomo che il mondo ci stima e ci invidia: Mario Draghi. A lui dobbiamo affidare un Governo di unità Nazionale che abbia il compito di ricostruire l’economia dell’Italia, rimetterla in moto e tornare a farla correre.  L’unico in grado di avere la fiducia dei mercati e di tutte le istituzioni europee. Un mandato di due anni fino al 2023, quando l’elezione per il nuovo Presidente della Repubblica lo porterà al Quirinale. Scranno da cui continuerà a guidare indirettamente la ricostruzione per 7 anni. Tutelando e indirizzando l’attività di governo, a garanzia che il lavoro iniziato venga proseguito.

Governo di unità nazionale guidato da Draghi.

Un governo guidato da Draghi e ai cui posti chiave ci potrebbero essere figure competenti, autorevoli, stimate. Ci immaginiamo un Guido Bertolaso agli interni. Ce lo ricordiamo alla guida delle Protezione Civile nel gestire eventi difficili come i funerali di Papa Giovanni Paolo II, o il G7 della Maddalena. Oggi richiamato dal Sudafrica per costruire l’ospedale nei padiglioni della Fiera di Milano. Chi meglio di lui conosce la macchina Italia ed è in grado di progettare una ricostruzione materiale e sociale?

Al ministero dell’economia potrebbe andarci un altro nostro economista stimato nel mondo, come Bini Smaghi. Al ministero dello sviluppo economico e del lavoro, un grande manager alla Cottarelli. Alle infrastrutture un grande ingegnere o meglio un architetto di fama mondiale. In Italia ne abbiamo di nomi per queste ruoli. E al ministero del Commercio estero una figura stimata in tutto il mondo, che sia in grado di esportare l’Italian Style di tornare a far spendere l’immagine dell’Italia nel mondo. Pensiamo, per esempio, a Giorgio Armani.

Il dovere del mondo politico attuale di fare un passo indietro per un nuovo rinascimento economico

In tutto questo il mondo politico attuale dovrebbe avere il coraggio di fare un passo indietro e appoggiare tutto questo progetto, dimostrando di volere veramente il bene dell’Italia. Le attuali forze in Parlamento Dovranno prima appoggiare il governo Draghi e poi votare Mario Draghi alla presidenza delle Repubblica. Solo allora sciogliere il Parlamento e dare voce nuovamente agli italiani. Noi cittadini abbiamo rinunciato alla nostra libertà e a stare chiusi in casa per settimane per la salute di tutti. I politici facciano lo stesso e dimostrino di sapere rinunciare alle loro piccole ambizioni personali per un grande bene comune. A loro il Dovere di fare un passo indietro, a Draghi e agli altri il Dovere di fare un passo avanti. E quello appena iniziato diventerà per l’Italia il decennio della svolta, della miracolo, del nuovo Rinascimento.

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