Quale crisi dei mercati azionari non è stata un’opportunità d’acquisto?

Quale crisi dei mercati azionari non è stata un’opportunità d’acquisto?

A questa domanda rispondiamo innanzitutto mostrando questo grafico.

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Che cosa mostra il grafico (courtesy of Advise Only)? Le ultime cinque grandi crisi che hanno colpito i mercati finanziari mondiali negli ultimi 33 anni. Eh sì, perché di crisi come quella che stiamo vivendo, di mercati orso che ringhiano e graffiano, nell’ultimo trentennio ne abbiamo visti parecchi. Il crash dell’ottobre 1987 (il famoso “black monday”), il fallimento del fondo LTCM nel 1998. E poi  la bolla delle dot-com nel 2000, l’11 settembre nel 2001, e la crisi finanziaria dei subprime nel 2008.

5 momenti epocali, che ogni investitore conosce (e se non lo facesse, dovrebbe documentarsi), e che ogni operatore dei mercati ricorda o ha studiato. Momenti storici che hanno cambiato il gioco e le regole con cui questo viene affrontato quotidianamente.

Ma a noi, in questo momento, non interessa tanto cosa sia accaduto in quei momenti, o perché sia successo quel che è successo, ma soltanto il fatto che sia successo. Ed il fatto che sia avvenuto ha avuto come effetto una crisi di Borsa ed un bear market, il temuto mercato orso.

Quale crisi dei mercati azionari non è stata un’opportunità d’acquisto?

Avete osservato bene il grafico? Avete notato il minimo comune denominatore delle cinque crisi? Non è difficile, ma per chi non l’avesse ancora fatto, lo spieghiamo brevemente. Il grafico non fa altro che presentare la situazione sui mercati 1 mese, 6 mesi, 1 anno, 3 anni e 5 anni dopo l’evento che ha caratterizzato la crisi. E quali siano state le performance delle Borse dopo quella crisi a seconda dei lassi di tempo che si esaminano.

Già un mese dopo il “fattaccio”, in 3 casi su 5, il mercato era in positivo ovverosia, il mercato era risalito dal fondo. Dopo 6 mesi, si sale addirittura a 4 casi su 5. Non inspiegabilmente, dopo un anno si torna a 3 casi positivi su 5 (gli effetti di ogni crisi hanno strascichi che possono durare a lungo, e ripresentarsi a distanza di tempo). Ma dopo 3 anni i mercati sono molto più positivi, ed hanno guadagnato sostanzialmente, recuperando gran parte se non tutte le perdite, in 4 casi su 5. Infine, come è logico aspettarsi, dopo 5 anni tutti i mercati non solo sono in positivo, ma il recupero è stato quasi sempre sostanzioso o molto forte.

Sono opportunità

Nessuna, perché lo sono tutte. Dopotutto un vecchio detto popolare recita “dopo la tempesta torna sempre il sereno”, no? Possiamo anche aggiungere che per ogni problema c’è una soluzione, oppure che preoccuparsi per i crolli dei mercati è utile quanto masticare un chewing gum per risolvere un’equazione algebrica (quest’ultima è una citazione da “The Big Kahuna”, bellissimo film).

Ogni caduta o crollo dei mercati porta con sé un’opportunità, ed è che quella che, dopo le vendite indiscriminate (come quelle di questi giorni), si trovano le soluzioni al problema, e le Borse valori di tutto il mondo possono tornare a fare quello per cui sono state inventate, cioè produrre valore. I corsi di Borsa risaliranno, e torneranno verso nuovi massimi. Il grafico mostra quando succede, statisticamente. Bisogna solo avere pazienza, non panicarsi se non si è venduto. Inoltre essere diversificati ed essere accompagnati, magari, da un professionista che ci affianchi nelle scelte d’investimento.

Dopotutto, “non può piovere per sempre” (citazione dal film “Il Corvo”).

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