Novità per il reddito di cittadinanza che rischia di essere perso da chi non si adegua alle nuove e severe regole

Da mesi oramai il reddito di cittadinanza è diventato argomento principale di siti, talk show e quotidiani. Il motivo sta nel fatto che molti sostengono che sia un disincentivo a trovare lavoro. Le difficoltà delle strutture alberghiere e turistiche a trovare addetti, sembra siano collegate al sussidio.

Molti giovani preferiscono il sussidio erogato dall’INPS ad un lavoro. Senza entrare nelle polemiche dei giovani che vengono pagati poco dalle strutture alberghiere e ricettive, una cosa evidente è che sul reddito di cittadinanza il Governo adesso corre ai ripari. Infatti si inaspriscono le regole relative alle revoche del sussidio. Un inasprimento che tira dentro la figura dei datori di lavoro, anche privati. Le novità per il reddito di cittadinanza quindi, vanno sempre nella direzione di eliminare le pratiche furbesche.

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Novità per il reddito di cittadinanza che rischia di essere perso da chi non si adegua alle nuove e severe regole

Per poter continuare a percepire il reddito di cittadinanza, i beneficiari devono rispettare determinate condizioni. Oltre naturalmente all’ISEE e ai redditi, questi soggetti devono firmare, se attivabili al lavoro, il patto di servizio. In pratica ci si deve dichiarare disponibili ad accettare delle congrue offerte di lavoro. Gli uffici di collocamento dovrebbero convocare i beneficiari per la sottoscrizione di questo patto.

Tutti i maggiorenni dei nuclei familiari beneficiari del sussidio devono firmare il patto ed accettare eventuali offerte di lavoro. Il rifiuto a tre offerte di lavoro porta alla decadenza del sussidio. Questa è la regola generale. Ed è proprio in questo scenario che si inserisce la novità che rende ancora più rigide queste regole. Novità che portano il reddito di cittadinanza sempre più a rischio per chi evidentemente lo considera una soluzione per non lavorare.

Cosa cambia adesso e perché le regole diventano più rigide

Quella che al momento è una proposta, prevede che anche le offerte dirette di un datore di lavoro diventano potenzialmente pericolose per la continuità del sussidio. In pratica, queste offerte vengono equiparate a quelle degli uffici di collocamento. Infatti la rinuncia a tutte e tre le offerte di lavoro provenienti dall’ufficio di collocamento, da sempre portano alla perdita del reddito di cittadinanza.

Con questa novità per il reddito di cittadinanza, adesso anche se l’offerta arriva da un datore di lavoro privato, deve essere comunque accettata. La novità quindi punta proprio a fare emergere questa situazione, smorzando le polemiche che da tempo accompagnano la misura.  Naturalmente il rifiuto deve essere segnalato dal datore di lavoro, altrimenti non verrebbe fuori. In pratica un datore di lavoro privato che propone un posto di lavoro ad un beneficiario del reddito di cittadinanza, nel momento in cui riceve il rifiuto, deve darne comunicazione al centro per l’impiego.

Approfondimento 

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