Non serve la Legge 104 per ottenere 10 giorni di assenza retribuita da lavoro in questi casi

Si avvicina il nuovo anno e si annunciano diverse misure governative circa la politiche sociali e lavorative. In favore dei numerosi dipendenti che hanno un regolare contratto di lavoro si prevedono ulteriori garanzie che avranno ricadute positive sui nuclei familiari. In particolare, da quanto annunciato, diventerà strutturale un particolare periodo di congedo per i lavoratori dipendenti. Non serve la Legge 104 per ottenere 10 giorni di assenza retribuita da lavoro in questi casi.

Quando per le assenza da lavoro è garantita la paga

Ci sono alcune circostanze di vita che impongono al dipendente l’assenza dal proprio luogo di lavoro e la contestuale assicurazione della paga. Un esempio che forse non tutti conoscono interessa proprio il congedo per nozze o unione civile. In questo caso al lavoratore spettano ben 15 giorni consecutivi per permesso retribuito presentando opportuna domanda. Un matrimonio, tuttavia, non è l’unica ragione per la quale si assicura al contribuente un periodo di assenza coperto sul piano retributivo e assicurativo. Anche situazioni familiari che richiedono l’assistenza di un familiare con disabilità o gravi problemi di salute possono richiedere alcune tutele lavorative. Lo abbiamo spiegato nell’articolo “Indennità INPS fino a 48.738 euro annui per chi assiste un familiare con Legge 104”. Ebbene, questi non sono le uniche circostanze in cui ai lavoratori è possibile assicurare un periodo di congedo.

Non serve la Legge 104 per ottenere 10 giorni di assenza retribuita da lavoro in questi casi

Immaginiamo il caso in cui in una famiglia arrivi un nuovo figlio. Al congedo maternità si affianca, come molti sapranno, anche quello per paternità. Relativamente a quest’ultima misura, il Governo ha annunciato un cambiamento importante nella prossima Legge di Bilancio. Nel corso del tempo il congedo paternità ha subito numerose modifiche fino ad arrivare all’articolo 1, comma 363, della Legge n. 178/2020.

Quest’ultima disposizione legislativa assicura infatti ben 10 giorni di permesso ai neo-papà lavoratori dipendenti privati anche adottivi o affidatari. Tale congedo ha carattere obbligatorio e non facoltativo e se ne può beneficiare entro il 5° mese di nascita o ingresso in famiglia del figlio. L’aspetto più rilevante che dovrebbe emergere a partire dal 2022 riguarda una trasformazione della misura.

In base alle prossime manovre, infatti, il congedo dovrebbe diventare strutturale, dunque permanente. Secondo alcune ipotesi il periodo di congedo potrebbe ulteriormente estendersi con il Family Act ed offrire ulteriori garanzie anche ai padri. Ricordiamo che durante queste assenze al lavoratore dipendente spetta una paga pari 100% della sua retribuzione. Inoltre, è obbligo del datore anticipare la quota che successivamente potrà compensare con modello F24. Si attendono le comunicazioni ufficiali per il nuovo anno ormai alle porte. Intanto, con le nuove disposizioni, si potrebbero offrire maggiori garanzie anche ai neo-papà e all’intera famiglia.

Approfondimento

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