Non buttare le tessere sanitarie scadute perché sono valide fino al 2023 e perché le nuove sono diverse e non offrono molti servizi delle precedenti

Per chi è interessato al settore automobilistico, perché magari lavora nelle fabbriche di auto o è interessato a quello della tecnologia, l’argomento semiconduttori è un argomento abbastanza conosciuto. Soprattutto di questi tempi Infatti i microchip sono una materia di discussione e polemica. Sono dei piccoli componenti elettronici che servono negli smartphone, nei computer, negli apparecchi tecnologici di ogni specie ed anche nelle centraline delle moderne auto.

Sono uno strumento fondamentale per tutti questi oggetti e questi beni di largo consumo. E più va avanti la tecnologia più le industrie hanno necessità di questa componentistica. Questi semiconduttori sono diventati di stretta attualità per via di una crisi che li ha attanagliati. Infatti la maggior parte delle aziende del mondo, attingono per questo genere di prodotti da Paesi asiatici quali la Cina, la Corea e Taiwan. L’emergenza pandemica e la crisi economica con l’aumento del costo delle materie prime, ha portato ad una carenza di questi prodotti. E così anche l’Italia e lo Stato hanno finito con il doversi adeguare alla crisi.

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Non buttare le tessere sanitarie scadute perché sono valide fino al 2023 e perché le nuove sono diverse e non offrono molti servizi delle precedenti

Dal primo giugno scorso lo Stato ha iniziato spedire le tessere sanitarie ai contribuenti a cui era scaduta o era imminente la scadenza, Nulla di nuovo se non fosse che le nuove tessere sanitarie sono prive del microchip che rendeva la tessera sanitaria come carta nazionale dei servizi. In pratica le nuove tessere sono carenti del microchip che serve per l’accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione e a tante altre esigenze dei contribuenti. Ma non ci sono errori o sbagli da parte dello Stato. Infatti questa novità è l’effetto della carenza di questa componentistica. Lo sanno bene gli operai delle fabbriche di auto in Italia per esempio che da mesi vengono costantemente fermati e Messi in cassa integrazione proprio per la carenza di questa componentistica.

Cosa deve fare un contribuente adesso

Naturalmente, essendo un documento fondamentale per i cittadini, lo Stato Italiano ha provveduto subito ad una specie di norma in salvaguardia. Infatti per tutti i contribuenti che riceveranno la tessera sanitaria priva del microchip, sarà possibile utilizzare ancora quella vecchia. Non buttare le tessere sanitarie scadute quindi è la soluzione, almeno fino al termine di questa crisi.

In pratica, nonostante la data di scadenza impressa sulla vecchia tessera sanitaria sia ormai superata, fino alla fine del 2023 potrà essere ancora utilizzata anche come carta nazionale dei servizi. La nuova tessera sanitaria che arriva a casa dei contribuenti è identica a quelle di una volta, senza quel quadratino dorato che altro non è che il microchip. Ma con la vecchia tessera si può ovviare. La crisi dei semiconduttori quindi, entra a piedi uniti nella vita di tutti i cittadini. E probabilmente, non è esercizio azzardato ipotizzare che presto lo stesso accadrà con le normali carte di credito e bancomat. In quel caso bisognerà attendere i provvedimenti degli istituti di credito che dovranno sanare il problema. Magari facendo come lo Stato, cioè estendendo la validità delle carte scadute.

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