Nessuna prova orale o noiosi temi scritti, ecco come si attribuirà il punteggio per l’attesissimo concorso da oltre 5.000 posti

L’attesa è stata lunga, quasi infinita oseremmo dire, ma ecco che finalmente la Gazzetta ufficiale ci ha dato la buona notizia.

Il famoso concorso da 5.410 posti indetto dal Ministero della Giustizia è stato reso pubblico pochi giorni fa e adesso è possibile iscriversi. Ne abbiamo già annunciato l’arrivo in un recentissimo articolo e oggi vorremmo concentrarci sulla valutazione delle prove d’esame. O forse dovremmo dire sull’unica prova d’esame, dato che si tratta di un solo quiz a crocette per tutti i bandi previsti. Infatti, gli oltre 5.000 posti riguardano diversi profili, per diplomati e laureati, afferenti a determinati settori degli uffici ministeriali.

Andiamo ai dettagli della selezione, a chi si rivolge e come possiamo accaparrarci questa imperdibile opportunità.

Nessuna prova orale o noiosi temi scritti, ecco come si attribuirà il punteggio per l’attesissimo concorso da oltre 5.000 posti

Iniziamo con i bandi di concorso e con il numero dei posti, così suddivisi:

  • 750 unità della seconda area funzionale, fascia economica F2, rivolto anche ai diplomati;
  • 3.000 unità sempre della seconda area funzionale ma di fascia economica F1, anch’esso rivolto anche ai diplomati;
  • 660 unità della terza area funzionale, fascia economica F1, rivolto ai laureati.

Per ulteriori dettagli sulla selezione da 3.750 posti per chi possiede il diploma si rimanda all’apposito bando.

Si tratta di un concorso a tempo determinato su base distrettuale, da Nord a Sud della Penisola, da espletare in modalità semplificata. Ciò significa che le prove potrebbero svolgersi a distanza, in sedi successivamente definite dalla Commissione RIPAM che gestirà la procedura selettiva. Per quanto riguarda l’attribuzione del punteggio utile alla graduatoria finale, bisogna fare una precisazione che andiamo subito ad analizzare.

Valutazione dei titoli ed esame scritto

Innanzitutto, l’amministrazione procederà con la valutazione dei titoli di studio posseduti da ciascun candidato. Si attribuirà un punteggio diverso in base allo specifico titolo, quali ad esempio laurea triennale, magistrale, master o dottorato, nonché alla relativa votazione. Inoltre, per determinati profili, varrà anche l’eventuale abilitazione all’esercizio della professione relativa alla posizione per cui si concorre.

Un dettaglio da evidenziare, poi, attiene alla data di conseguimento del diploma o della laurea, a seconda che la selezione sia per diplomati o laureati. Chi ha conseguito l’uno o l’altro titolo entro 7 anni dalla scadenza delle candidature, si vedrà raddoppiato il punteggio ottenuto.

Seguirà quindi la prova scritta, consistente in 40 domande a risposta multipla da svolgere in massimo 60 minuti.

Le materie cambiano in base al profilo prescelto, consultabili rispettivamente:

  • all’art. 7 del bando per 3.750 diplomati;
  • all’art. 7 del bando per 1.660 laureati.

I punteggi, invece, sono calcolati come segue:

  • 0,75 per ogni risposta esatta;
  • 0 per ogni risposta omessa;
  • -0,375 per ogni risposta errata.

La prova si intende superata con il punteggio di almeno 21/30esimi.

Non vi sarà nessuna prova orale o altra fase di selezione, se non la graduatoria che decreterà i futuri vincitori.

Lettura consigliata

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