Alle vedove che presentano questa domanda spettano 525 euro oltre la pensione di reversibilità dall’INPS a prescindere dal reddito

Perdere la persona che ci ha accompagnato per gran parte della nostra esistenza, con cui si sono condivisi innumerevoli momenti è un’esperienza dolorosa e traumatica. Sentirsi da soli, senza la persona che per anni è stata la nostra metà e affrontare le difficoltà quotidiane può diventare davvero pesante. Se poi era il nostro coniuge scomparso ad occuparsi di tutto, sarà più difficile ricominciare. Ma il momento di fare i conti con la realtà prima o poi arriva e bisognerà capire cosa e come fare per portare avanti la famiglia. Il legislatore tra le innumerevoli fattispecie che possono verificarsi ha previsto per i superstiti un trattamento pensionistico in caso di decesso del pensionato o dell’assicurato. Ovvero la pensione di reversibilità o pensione indiretta.

Ne hanno diritto il coniuge o l’unito civilmente, il coniuge separato o divorziato, i figli minorenni, inabili e a carico, maggiorenni studenti a carico. La pensione di reversibilità è pari ad una quota percentuale della pensione del dante causa. le aliquote di reversibilità sono del 60% per il coniuge solo, 80% coniuge e un figlio, 100% coniuge e due o più figli.

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Alle vedove che presentano questa domanda spettano 525 euro oltre la pensione di reversibilità dall’INPS a prescindere dal reddito

Gli importi dei trattamenti pensionistici ai superstiti sono cumulabili con i redditi del beneficiario e a seconda del reddito possono subire una percentuale di riduzione. La percentuale è dal 25% in caso di reddito tra 20.489,82 e 27.319,76. Mentre può arrivare al 50% qualora i redditi siano superiori a 5 volte il trattamento minimo. Inoltre nei casi in cui pur lavorando non si supera la soglia di 20.489,82, le vedove non riceveranno tagli sulla loro quota. Allo stesso modo non subiranno tagli le vedove che ricevono 525 euro in più oltre la reversibilità

Infatti alle vedove che presentano questa domanda il legislatore riconosce anche 525 euro, a prescindere dalla reversibilità e dal reddito. In particolare l’ordinamento prevede un’indennità per chi è in possesso di determinati requisiti sanitari, ovvero per chi risulti con un’inabilità temporanea o permanente al 100%. Nonché per coloro che siano riconosciuti impossibilitati a deambulare autonomamente senza l’aiuto di un accompagnatore o a compiere gli atti della vita quotidiana.  Si tratta dell’indennità di accompagnamento riconosciuta in casi di disabilità grave con natura assistenziale e che non fa reddito. Pertanto chi versa nelle condizioni di grave disabilità con i requisiti richiesti dalla legge potrà chiedere l’assegno di accompagnamento, aumentando così anche le entrate mensili. Ciò a prescindere dalla reversibilità e dal reddito percepito.

Approfondimento

Attenzione perché l’INPS revoca la pensione di reversibilità alle vedove in questa situazione

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