Nel 2022 possono bastare 63 anni per la pensione INPS, meglio se da disoccupati e anche con 12 anni in meno di contributi

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Quando un lavoratore deve andare in pensione, la prima cosa che fa e verificare se ha i requisiti. Dal momento che il sistema è ricco di misure, ognuna delle quali ha requisiti diversi, si tratta di un’operazione non certo semplice. Nel sistema previdenziale italiano le uscite non sono uguali per tutti, perché c’è chi può uscire anche qualche anno prima sfruttando misure con determinati requisiti. Dopo aver verificato il possesso dei requisiti utili per una determinata misura previdenziale, il lavoratore deve passare alla verifica della convenienza economica della misura. Infatti non tutte le prestazioni di pensionamento anticipato risultano convenienti dal punto di vista dell’assegno.

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Nel 2022 possono bastare 63 anni per la pensione INPS, meglio se da disoccupati e anche con 12 anni in meno di contributi

È inevitabile che uscire a 60 anni dal mondo del lavoro non è come farlo a 67. Il lavoratore che guarda solo all’età per lasciare il lavoro, magari perché stanco di lavorare, troverà convenienza a sfruttare, condizioni permettendo, misure di pensionamento anticipato. Un tipico esempio è l’uscita 63 anni con l’APE sociale. Questa misura consente di uscire ben quattro anni prima dal mondo del lavoro, ma rispettando dei requisiti assolutamente particolari. Tra l’altro si tratta di una misura che al suo interno prevede requisiti differenti tra categorie di soggetti beneficiari. Per esempio si può accedere alla APE sociale sia come disoccupati che come lavoro gravoso. Un edile può scegliere se lasciare il lavoro in qualità di edile, o farlo in qualità di disoccupato. E sono due spaccati della stessa misura che hanno requisiti totalmente differenti.

Quando essere disoccupati aiuta

Con l’APE sociale un lavoratore addetto a mansioni gravose, ha diritto ad uscire già 63 anni di età, ma deve completare 36 anni di contributi versati. Gli edili invece devono raggiungere solo 32 anni di contribuzione. Per poter avere accesso alla misura come lavoro gravoso però, il lavoratore deve aver svolto questa attività per almeno sette degli ultimi dieci anni o in alternativa per almeno sei degli ultimi sette. Gli stessi lavoratori però, se perdono il posto di lavoro possono avere diritto all’APE sociale con soli 30 anni di contributi versati. Nel 2022 in sede di conferma dell’APE sociale per un altro anno, è stato eliminato il vincolo della NASPI.

Non servono più i 3 mesi dall’ultima NASPI presa. Esteso quindi il beneficio dell’uscita a 63 anni anche ai disoccupati che non hanno diritto all’indennità INPS. Naturalmente uscire dal lavoro con una carriera più corta significa prendere meno di assegno. Meno contributi versati significa meno assegno percepito. Nel 2022 possono bastare 63 anni per la pensione sempre che gli interessati raggiungano i requisiti entro il prossimo 31 dicembre 2022. Rispetto alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi versati, oltre 12 anni di carriera in meno quindi, per il disoccupato che deve arrivare a 30 anni per l’APE sociale.

Lettura consigliata

Dall’INPS pensioni più basse per chi ci andrà nel 2023 con un calcolo sempre più penalizzante e senza grandi vantaggi sulle uscite

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