Meglio un anno di pensione o un anno di lavoro in più per le pensioni anticipate 2023?

Meglio un anno di pensione o un anno di lavoro in più

Andare in pensione prima o restare al lavoro ancora per continuare a riempire quel salvadanaio che è il montante contributivo? La domanda è quella che si pongono tutti i lavoratori in prossimità delle pensioni. Soprattutto oggi che le opportunità di andare in pensione sono molteplici, a partire dalla nuova quota 103. La misura infatti permette l’anticipo già a 62 anni di età, purché con 41 anni di contributi raggiunti.

Ma non mancano vie alternative, come possono essere quelle di chi ha maturato già il diritto alla quota 102 entro la fine del 2022 ma ha deciso di restare a lavorare anche nel 2023. Perché lavorare un anno in più non è una cosa da sottovalutare, per poter percepire una pensione più alta per esempio. O semplicemente, per godere di un reddito maggiore che resta quello da lavoro rispetto a quello da pensione. Ma è davvero conveniente un anno di lavoro in più?

Lavorare significa più reddito

Lavorare significa più reddito – proiezionidiborsa.it

Meglio un anno di pensione o un anno di lavoro, come scegliere?

Andare in pensione un anno prima non incide di molto sull’assegno pensionistico sia come coefficienti di trasformazione che come montante dei contributi. Lo si evince anche grazie al nuovo simulatore INPS con cui i lavoratori interessati possono approfondire il campo e verificare la loro pensione futura. Un anno di contributi in più significa versare il 33% dello stipendio lordo utile ai fini previdenziali nel salvadanaio. E questo verrà passato per i coefficienti di trasformazione che sono più favorevoli se si esce più tardi dal lavoro. Oltretutto essendo contributi versati l’anno prima della pensione, non saranno rivalutati in maniera profonda. Significa che l’aumento di assegno sarà irrisorio se si considera solo l’extra versamento dei contributi.

Lavorare significa più reddito

Da considerare invece il caso del lavoratore che dallo stipendio ha un reddito decisamente più alto rispetto alla pensione. Mai un lavoratore riesce ad uscire dal lavoro e andare in pensione, prendendo un assegno pensionistico pari alle ultime buste paga. E questo senza considerare i cosiddetti elementi accessori dello stipendio, cioè straordinari, notturni e così via. Già così quindi, il lavoratore sarebbe tenuto a considerare la possibilità di rimandare la pensione.

Andare in pensione un anno prima non incide di molto sull'assegno pensionistico

Andare in pensione un anno prima non incide di molto sull’assegno pensionistico – proiezionidiborsa.it

Molto dipende da caso a caso e dalle necessità di ogni singolo lavoratore. Ci sono mutui, spese, debiti. Anche alla luce del fatto che chi matura il diritto alla pensione con una misura non perde questo diritto se la misura scompare dal sistema. Il meccanismo della cristallizzazione sembra calzare a pennello a chi vuole prendere tempo e studiare se sia meglio un anno di pensione o un anno di lavoro.

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