L’INPS revoca questa importante prestazione a chi si trasferisce all’estero

La vita di ognuno di noi è caratterizzata da innumerevoli situazioni che talvolta si ripercuotono anche nella vita lavorativa. C’è chi è prudente e riesce a garantirsi una congrua pensione per una serena vecchiaia e chi invece si ritrova senza alcunché da parte. Si pensi a chi ha dedicato l’intera sua vita alla cura della famiglia e all’ambiente domestico senza iscriversi al Fondo Casalinghe dell’INPS. Ma il nostro legislatore ha tra i suoi obiettivi principali quello di sostenere le persone più in difficoltà prevedendo diverse misure di sostegno economico.

Infatti in determinate ipotesi alle casalinghe spetterà un assegno superiore a 900 euro anche senza contributi. Pertanto chi non ha abbastanza o non ha contributi per ottenere la pensione è previsto l’assegno sociale che ha sostituito dal 1996 la pensione sociale. Si tratta di una prestazione economica erogata su specifica domanda di parte ai cittadini italiani e stranieri in condizioni economiche disagiate. Ovvero con redditi inferiori a certe soglie previste annualmente dalla legge.

Quali sono le condizioni richieste dalla legge per ottenere la prestazione

Per ottenere il beneficio mensile dall’INPS pari ad euro 468,11è necessario aver compiuto 67 anni e versare in uno stato di bisogno economico. Il diritto ad ottenere l’assegno sociale è accertato in base al reddito. In particolare si tiene conto del reddito personale per i cittadini non coniugati e il cumulo del reddito del coniuge per i cittadini coniugati. In particolare l’assegno spetterà in misura piena ai soggetti non coniugati con reddito personale pari a zero. Nonché in misura ridotta ai soggetti non coniugati che hanno un reddito familiare inferiore ad euro 6.085,30. Mentre spetterà la misura intera ai coniugi il cui reddito è di 6.085,30. Mentre sarà ridotto se il reddito familiare è compreso tra l’ammontare dell’assegno annuo e il suo doppio. Se si superano i limiti reddituali richiesti dalla legge la prestazione sarà sospesa.

L’INPS revoca questa importante prestazione a chi si trasferisce all’estero

Una volta presentata la domanda il pagamento dell’assegno comincia dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata l’istanza. Questa prestazione inoltre ha carattere provvisorio e l’INPS provvede annualmente alla verifica dell’esistenza dei requisiti in capo al percettore. Pertanto l’INPS revoca questa importante prestazione per diversi motivi, come l’aumento del reddito personale o del coniuge. Ma vi è un altro motivo molto importante che farà cambiare idea a tutti quei pensionati che sognano di trasferirsi all’estero. In questo caso l’INPS sospende l’assegno se il percettore non solo si trasferisce ma anche se soggiorna per più di 29 giorni. Dopo un anno dalla sospensione l’Istituto provvederà alla revoca dell’assegno. Ciò in quanto la prestazione non è asportabile. Infine l’assegno non è reversibile e viene meno con la morte del suo titolare.

Lettura consigliata

Dopo il 15 settembre l’INPS revocherà la pensione a questi pensionati

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