L’ex moglie può convivere con il nuovo compagno nella casa di proprietà del marito?

L’ex moglie può convivere con il nuovo compagno nella casa di proprietà del marito?

Questo è uno di quegli interrogativi a cui un avvocato matrimonialista è abituato a rispondere!

Nel nostro ordinamento giuridico, non vi è alcuna disposizione che vieti all’ex moglie di far entrare un nuovo compagno nella casa familiare assegnatale dal giudice ma di proprietà del marito.

Dopo la separazione, i coniugi hanno il diritto di rifarsi una vita di coppia con altri partner e di iniziare anche una convivenza.

L’ex moglie può convivere con il nuovo compagno nella casa di proprietà del marito?

Quando si può chiedere la revoca dell’assegnazione della casa coniugale

L’art. 155 quater del codice civile, prevede le ipotesi in cui l’assegnazione della casa coniugale, al genitore affidatario della prole, possa essere revocata.

I casi riguardano il coniuge assegnatario il quale:

non abita più o cessa di abitare stabilmente nella casa familiare

instaura una convivenza more uxorio all’interno della casa assegnata

contrae un nuovo matrimonio

Anche il cambio di residenza o domicilio del coniuge assegnatario o non assegnatario determina possibili conseguenze sugli accordi o sui provvedimenti.

Tra queste vi è anche il caso in cui l’ex coniuge conviva more uxorio.

Tuttavia, il diritto al godimento della casa familiare non viene in automatico e non per la convivenza.

Viene meno, infatti, nel momento in cui i giudici nel corso di un giudizio accertino che la convivenza pregiudichi gravemente l’interesse psicofisico del minore che abita nella casa.

I Giudici di Piazza Cavour, con la sentenza n. 23786 del 2004 hanno stabilito che la parte assegnataria della casa in virtù dell’affido dei figli, possa convivere nell’abitazione, un tempo “casa coniugale”, con il nuovo compagno, purchè tale convivenza non sia pregiudizievole per l’interesse morale e materiale dei minori.

E’ possibile opporsi all’ingresso del nuovo partner dell’ex moglie nell’abitazione familiare?

La risposta non può che essere affermativa. Ci si può opporre ma sarà il giudice a valutare ed eventualmente a revocare l’assegnazione della casa familiare dopo l’ingresso del nuovo partner.

In generale, al verificarsi dei fatti sopra indicati l’assegnazione non viene meno di diritto.

La revoca è, infatti, subordinata ad un giudizio di conformità fatto dal tribunale che prende in esame l’interesse dei figli che devono essere compromessi gravemente.

Alla luce degli orientamenti giurisprudenziali, non vi è più l’automaticità della revoca in caso di nuova convivenza.

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