Le sanzioni per l’invio tardivo della dichiarazione dei redditi

Il calendario delle Agenzie delle Entrate incute timore e ingenera ansia perché punteggiato di onerosi adempimenti. I contribuenti si trovano ad affrontare numerose scadenze fiscali, eccezion fatta per i residenti negli 11 Comuni interessati dal Coronavirus.

In essi lo stato di emergenza determinato dai casi di contagio ha portato alla sospensione degli adempimenti fiscali con scadenza dal 21 febbraio al 30 marzo 2020. Il 2 marzo 2020 è fissato invece il termine ultimo di presentazione della dichiarazione dei redditi e della dichiarazione Irap tardiva. Ricordiamo che al mancato invio della dichiarazione dei redditi alla scadenza ordinaria fissata al 2 dicembre 2019 si può provvedere entro 90 giorni.

Presenta comunque validità la dichiarazione dei redditi inviata entro il 2 marzo 2020. Al contribuente che ricorre alla procedura del ravvedimento operoso conviene conoscere le sanzioni per l’invio tardivo della dichiarazione dei redditi.

Il Decreto Legislativo n. 158/2015

La dichiarazione tardiva, pur conservando validità, consente al contribuente di regolarizzare la propria situazione tramite lo strumento del ravvedimento. Le sanzioni per l’invio tardivo della dichiarazione dei redditi prevendono il versamento di una sanzione ridotta pari a 25 euro. Ciò perché viene applicata una sanzione minima di 250 euro che, con ravvedimento operoso entro 90 giorni, viene ridotta a 1/10 di quella ordinaria.

Occorre però pagare una sanzione per la dichiarazione dei redditi e una per l’IRAP tramite il modello F24 codice tributo 8911 anno 2019. Il dettato del decreto legislativo n. 158/2015 ha statuito che la sanzione del 30% nell’evenienza di omesso/insufficiente versamento è ridotta al 15%. Ciò però solo nel caso di pagamento tardivo entro i 90 giorni dalla scadenza ordinaria.

Le sanzioni per l’invio tardivo oltre i 90 giorni

Le sanzioni per l’invio tardivo della dichiarazione dei redditi mutano a seconda delle imposte pagate o meno. Per le imposte non versate è prevista la sanzione dal 120% al 240% dell’imposta con un minimo di 250 euro per le tasse a debito non pagate.

Per le imposte versate invece la sanzione prevista va da 250 euro a 1000 euro anche quando il contribuente ha fatto ricorso al ravvedimento operoso. Se il contribuente presenta la dichiarazione dei redditi oltre il termine dei 90 giorni si applica una sanzione che va dal 60% al 120% delle imposte dovute.

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