Le banche per l’anticipo TFS annullano l’iscrizione, gli interessi sono troppo bassi

L’anticipo TFS per i dipendenti pubblici è stato approvato nel Decreto Legge n. 4/2019. Dopo tante difficoltà burocratiche a novembre 2020 si sono sbloccate le certificazioni INPS. Quindi, molti lavoratori hanno provveduto a fare richiesta secondo le modalità indicate dall’ente. Purtroppo, anche in questo caso, i problemi non sembrano superati. Infatti, la disparità tra i vari uffici provinciali INPS non permette di ottenere in tempi brevi la certificazione TFS.

Ma le difficoltà, purtroppo, non sono solo queste. Infatti, questa misura prevedeva un accordo quadro con l’ABI. Ma le banche per l’anticipo TFS annullano l’iscrizione, gli interessi sono troppo bassi.

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Chi ha aderito all’accordo quadro

Sul sito lavoropubblico è pubblicato l’elenco delle banche che hanno aderito all’accordo quadro, come previsto dall’art. 8, per il finanziamento dell’anticipo TFS.

Inizialmente, hanno aderito molte banche, che poi hanno ritirato l’adesione. Attualmente, sono pochissime le banche aderenti, e l’anticipo TFS dipendenti pubblici si è tramutato in un’illusione, spingendo i pensionati a ricorrere a finanziamenti fuori dall’accordo. Quindi, le banche per l’anticipo TFS annullano l’iscrizione, gli interessi sono troppo bassi e poco convenienti. A pagarne le spese i dipendenti pubblici, che si sentono presi in giro dal sistema.

Le banche per l’anticipo TFS annullano l’iscrizione, gli interessi sono troppo bassi

Le banche aderenti al finanziamento con l’anticipo quadro a tassi agevolati erano tredici, ma attualmente ne sono rimaste solo quattro:

a) Banca di Credito Cooperativo La Riscossa di Regalbuto;

b) Banca di Imola S.P.A.;

c) Banco di Lucca e del Tirreno S.P.A.;

d) La Cassa di Ravenna S.P.A.

L’anticipo TFS fino ad un tetto di 45mila euro è nato per colmare il divario tra dipendenti pubblici e privati. Cosa che non è successo. Essendo rimaste poche banche con un numero di domande elevate, i tempi di erogazioni non sono certi.

Insomma, i pensionati del settore pubblico si sentono ingannati dal sistema e sono pronti a continuare la loro lotta che dura ormai da circa due anni.

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