Lavorare meno è il sogno di tutti, ma è possibile farlo?

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Lavorare meno è il sogno di tutti, ma è possibile farlo? Siamo una società caotica. Orientata alla produzione. Con ritmi di vita frenetici. Ci alziamo, facciamo colazione. Poi lavoro, magari dopo aver portato i figli a scuola. Pausa pranzo di solito nei dintorni dell’ufficio. Mangiando non proprio in maniera salutare. Altre ore in ufficio e poi si stacca. Ritorno a casa. Chi può/vuole fa attività fisica. Chi no, cerca di riposarsi, se possibile. Ma sappiamo tutti che ci sono parecchie cose da fare. Cena e dopocena arrivano in fretta. E dopo il letto chiama a gran voce. Il mattino dopo è uguale.

Questo cinque giorni su sette. Per qualcuno anche sei. E per chi decide di guadagnare di più con qualche straordinario, anche un paio di settimane di fila assomigliano a questo tran tran. E’ evidente che, a lungo andare, una routine ripetitiva diventa anche noiosa. In qualsiasi cosa. Figuriamoci se riguarda il lavoro. Quindi, ci sono dei rimedi? Il primo sarebbe lavorare di meno. Pur mantenendo la stessa produttività. Perché è bene essere chiari. La produttività è la chiave di tutto. Se lavorate meno, ma producete di meno, state sbagliando. Non bisogna essere egoisti. Sennò poi, magari, il vostro datore di lavoro va in crisi. Ed è costretto a licenziarvi.

Lavorare meno è il sogno di tutti, ma è possibile farlo?

Quanto abbiamo appena descritto è quanto stanno provando a fare in Finlandia. Il che ci consola. Non siamo solo dei visionari, a quanto pare. Il Primo Ministro finlandese, Sanna Marin, Ha chiesto di tagliare la giornata lavorativa. Che in Finlandia è di otto ore. Ovviamente compensando le minori ore di lavoro con una produttiva aumentata. Perché, lo ripetiamo, il segreto è tutto qui. La giovane PM finlandese non è nuova a questa proposta. Che aveva già fatto in campagna elettorale, prima di diventare Primo Ministro. Allora aveva parlato di sei ore lavorative al giorno. Ed anche in Finlandia, nazione super produttiva, e con bassa disoccupazione, le cose stanno peggiorando a causa del coronavirus.

Quindi ecco la proposta di meno ore lavorative per tutti. Con maggior produttività. Questo in modo da riassorbire, almeno parzialmente, i disoccupati. Perché la seconda chiave di lettura delle meno ore lavorate è proprio questa. La possibilità per chi è uscito dal mondo del lavoro di rientrarvi. Ovviamente se ha i requisiti e le skill adatte per essere riassunto.

Il resto d’Europa

Diversi Paesi europei hanno già dato addio alle 40 ore lavorative all’italiana. Norvegia e Olanda in primis. E la Svezia ha appena iniziato a sperimentare con successo, la giornata lavorativa di 6 ore. E’ stata la Toyota, famosa azienda giapponese, ad introdurla nel suo stabilimento. Il risultato? Dipendenti più soddisfatti perché con più tempo libero. E produttività in aumento, ovviamente. Perché i dati disponibili arrivano, non a caso, proprio dal Giappone. Che è all’avanguardia nel campo. E dicono che due ore di lavoro in meno fanno balzare la produttività del 40%. Un grande risultato per tutti, impresa e lavoratori.

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