La zona del Mar Baltico torna al centro dello scacchiere internazionale

Mentre il G7 dimostra una solida compattezza contro la Russia, un’altra protagonista sembra delinearsi all’orizzonte. La Bielorussia, infatti, entra a gamba tesa in una partita che vede molti giocatori in scena. L’incontro tra il numero uno russo, Vladimir Putin e e il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko è stato incentrato sulla crisi con la Lituania e la Polonia. Infatti il blocco dei trasporti verso l’exclave russa di Kaliningrad, exclave presente all’estremità nord della Lituania, è stato giudicato da Lukashenko al pari di una dichiarazione di guerra. Quindi, come è già successo nel passato, la zona del Mar Baltico torna ad essere un punto strategico nella mappa di una guerra che rischia di allargarsi verso altri fronti.

A peggiorare le cose, inoltre, è arrivata anche la risposta che la stessa Mosca ha dato riguardo alle conseguenze del restringimento dei rifornimenti di merci a Kaliningrad. Una conseguenza che, come detto da fonti russe, non sarà solo diplomatica. Non solo. Parallelamente, poi, si è deciso un trasferimento, nei prossimi mesi, di alcuni sistemi missilistici dalla Russia alla Bielorussia.

Nel fine settimana, confermati gli attacchi provenienti con ogni probabilità dal territorio bielorusso. Da qui le accuse di Washington a Minsk, rea di fornite spazio aereo ed appoggi territoriali all’alleato russo.

La zona del Mar Baltico torna al centro dello scacchiere internazionale

In tutto questo, poi, arrivano anche le conferme da parte di alcune fonti USA vicine al presidente Joe Biden. Al centro della scena l’invio di un sistema di difesa missilistica di ultima generazione. Per molti osservatori sembra essere una sorta di strategia per trascinare nel conflitto la Bielorussia. Questo garantirebbe l’appoggio di un alleato che non ha mai nascosto il suo appoggio per Mosca. Come se ciò non bastasse, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che la Russia, così come la Cina sarà indicata come minaccia alla sicurezza dell’organizzazione.

Partendo da questo schieramento è facile intuire, nel prossimo futuro, un possibile ritorno alla polarizzazione del potere geopolitico. In altre parole quelli che potrebbero delinearsi nei prossimi anni, sarebbero, a questo punto, due blocchi. Uno formato dalla NATO e l’altro da una forza nata dall’unione tra Cina e Russia. Unione che potrebbe portare con sé anche altre Nazioni.

Approfondimento

Il quadro geopolitico si complica con l’entrata in scena di una variabile forse sottovalutata

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