La capacità predittiva dei flussi di capitale

Bepi Pezzulli-Foto da imagoeconomica

Nell’attuale contesto geopolitico mondiale, connotato da una sempre più accentuata frammentazione della governance globale e da una sequela di “cigni neri” che sembra non avere fine, emerge come una necessità strategica, sia per gli Stati, che per i mercati e, più in generale, per i centri di potere globali, dotarsi di un’efficace capacità predittiva. Ora andiamo a studiare e analizzare la capacità predittiva dei flussi di capitale.

I grandi flussi di capitale posseggono una forte valenza predittiva. Dall’esame dell’allocazione degli investimenti internazionali, è infatti possibile anticipare gli eventi globali e prevedere gli effetti che si verificano nel breve e nel lungo termine dall’intersezione di finanza, tecnologia e geopolitica.

L’analisi dei flussi di capitale, pertanto, deve divenire una componente centrale nella valutazione delle dinamiche economiche globali e nella formulazione di politiche economiche.

Proprio per approfondire questi temi si è tenuto il 7 dicembre, a Roma, – Presso il Circolo degli Affari Esteri, una giornata di studio dal titolo “La capacità predittiva dei flussi di capitale“, organizzato dal Think Tank Trinità dei Monti e dall’Italian International Economic Center. Tra i partecipanti illustri, il Presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa, Paolo Savona, e l’Ambasciatore Emerito Sergio Vento, moderati da John Douglas Stewart, Esperto di analisi finanziaria.

Il tema

L’incontro ha affrontato il tema cruciale della valenza predittiva dei flussi di capitale nell’analisi della direzione dell’economia globale, con particolare attenzione all’intersezione tra finanza, tecnologia e geopolitica.

In questo articolo faremo un focus sulla prima parte della giornata di studio, in cui sono state affrontate le criticità ed i punti di forza propri del capitale privato italiano, posto di fronte alle nuove sfide dei mercati globali.

Ha aperto i lavori Pierluigi testa, Presidente del Think Tank Trinità dei Monti ricordando come sia importante approfondire la valenza predittiva dei flussi di capitale poiché aiuta a comprendere a livello governativo e non solo la direzione dell’economia globale, data dall’intersezione nel breve e nel medio-lungo termine tra finanza, tecnologia e geopolitica, e a orientare il decision making calndolo nelle prospettive concrete di sviluppo di un paese.

La capacità predittiva dei flussi di capitale: le lezioni

Bepi Pezzulli, autore di “Capitali coraggiosi“, ha fornito un contesto storico evidenziando l’importanza dei presidenti americani Eisenhower e Reagan nella costruzione di un’economia basata sulla supremazia scientifica e tecnologica.

Le quattro lezioni del capitale privato in Italia sono state delineate, sottolineando l’importanza della meritocrazia e del capitale umano.

  1. Forze che influenzano la redditività delle imprese: attraverso l’ottica del capitale privato, soprattutto il venture capital, si evidenzia che le forze che erodono la redditività delle imprese, come inflazione, costi industriali e colli di bottiglia della domanda, agiscono in maniera simile per tutte le imprese di un dato settore. La competitività del sistema dipende, quindi, dalla meritocrazia e dalla qualità del management.
  2. Ruolo del capitale privato nell’investimento e ristrutturazione aziendale: oltre a finanziare imprese nuove, il capitale privato ha un ruolo nel riequilibrare politiche del lavoro inefficienti, distruggendo aziende obsolete per favorire l’innovazione. A differenza del governo, che potrebbe mantenere in piedi aziende obsolete per preservare l’occupazione, il capitale privato può agire più dinamicamente.
  3. Gestione delle crisi economiche da parte del capitale privato: in periodi di crisi economica, il capitale privato può salvare le aziende più efficacemente rispetto al contribuente. Mentre lo Stato può garantire i debiti delle aziende in crisi, il capitale privato, acquisendo quote di equity, investe nella parte di rischio dell’economia, contribuendo a ridurre le frizioni economiche durante le congiunture difficili.
  4. L’importanza della disciplina di mercato e del know-how non monetario: il denaro è solo una parte dell’investimento; la disciplina di mercato, il trasferimento di know-how e gli effetti di rete sono altrettanto cruciali. Il venture capital, ad esempio, può influenzare positivamente la gestione delle aziende investite imponendo routine operative e testando la capacità di produrre risultati. Inoltre, contribuisce a costruire economie di efficienza attraverso il trasferimento di conoscenze e la creazione di network.

Conclusioni

La prima parte della giornata di studio si è quindi chiusa con la seguente riflessione, condivisa da tutti i relatori: dall’allocazione degli investimenti internazionali, è possibile capire non solo dove va il mondo, ma soprattutto perché. Questo tipo di analisi permette, dunque, di dare spiegazioni più complete alle questioni geopolitiche più pressanti e risposte più efficaci alle sfide globali. Ciò, di riflesso, consente di formulare politiche di sviluppo economico più accurate e più efficienti e sviluppare una politica estera più in linea con gli interessi economici degli attori.

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