L’INPS sta chiedendo la restituzione dei bonus da 600 euro a coloro che non ne avevano diritto, partendo dai politici!

L’INPS sta chiedendo la restituzione dei bonus da 600 euro a coloro che non ne avevano diritto, partendo dai politici! Facciamo un passo indietro e rammentiamo che la misura era stata introdotta dal Decreto Cura Italia per poi essere confermata dal Decreto Rilancio e, ancora, da un provvedimento interministeriale successivo.

Si trattava di un beneficio diretto ai lavoratori, anche autonomi. Le cui attività avevano subito perdite per effetto dell’emergenza sanitaria.

Ricordiamo, inoltre, che in quel frangente, la vicenda dei bonus percepiti dai Parlamentari, sollevò, a ragion veduta, un’indignazione generale.

Senonché, mentre qualcuno ha dimenticato, l’INPS, invece, ha avviato delle verifiche. E, in questi giorni, stanno arrivando delle comunicazioni con cui si chiede la restituzione dei bonus non spettanti.

Si chiede, in particolare, la restituzione delle somme erogate tra marzo e aprile 2020. Destinatari di siffatte lettere sono coloro che non avevano diritto al beneficio.

Ma soffermiamoci un attimo su questo aspetto.

Tecnicamente, per i parlamentari, non sussisteva alcuna oggettiva preclusione alla percezione del bonus. Tuttavia, pur non essendovi alcun ostacolo legislativo, essi non avrebbero dovuto approfittarne per una questione morale.

Inoltre, il contributo si è reputato incompatibile con i gettoni di presenza che percepisce chi esercita un mandato politico. Di conseguenza, le azioni per il recupero sono scattate verso tutti coloro che ricoprono una carica politica. Quindi, senza esclusione di colpi, le lettere per le restituzioni sono state inviate a Consiglieri e Assessori Regionali. Nonché a Sindaci e Assessori o Consiglieri Comunali.

Quale è la risposta degli approfittatori dei bonus

Ebbene, l’INPS sta chiedendo la restituzione dei bonus da 600 euro a coloro che non ne avevano diritto, partendo dai politici! Ma vediamo che l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani fa presente che la richiesta di restituzione è stata invitata indistintamente a tutti coloro che ricoprono cariche istituzionali. Senza fare distinzioni di ruoli e posizioni.

Quindi, secondo l’UNCEM, se la misura può essere giustificata per Parlamentari, Consiglieri e Assessori Regionali, non lo è per quelli comunali e per i Sindaci che percepiscono gettoni di presenza di poche decine di euro.

Inoltre, si specifica che la richiesta di rimborso dell’INPS non sarebbe legittima perché, in essa, non si specifica il perché la somma sia da restituire. Limitandosi ad informare che non era dovuta. E figurarsi se è poco!

Insomma, a parere di chi scrive, la questione si pone sul piano morale. Quindi, a questo punto, non c’è da fare la differenza tra chi prende 10 euro e chi ne percepisce 100! È una questione di rispetto per la carica che si ricopre. E di rispetto verso i cittadini.

Quindi, lungi dal volersi attaccare, come sempre, ai vuoti normativi o ai cavilli, si dovrebbe avere il buon senso di comprendere che chi ha un mandato politico, per una questione di civiltà, non doveva affatto richiedere né tantomeno dovrà trattenere il bonus! Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

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