La nomina di Warsh: c’è un nuovo hype.
Crollo di oro e argento dopo performance iperboliche: il nuovo hype è negativo per i metalli preziosi.
L’hype sostiene che arriverà il falco Fed a capo, il governatore del QT più che del QE, ovvero del dollaro forte.
L’hype, volgarmente, è una sorta di pubblicità ingannevole; nei mercati finanziari è l’aspettativa che si crea da una mutata realtà, amplificata tra più e meno da una bolla di liquidità/drenaggio che gonfia e sgonfia bolle. Ricorda la teoria della riflessività di Soros: realtà corrente in mutevole evoluzione , bolla di liquidità, percezione distorta della realtà amplificata dalla bolla di liquidità , riflessività, reality check, scoppio della bolla.
Se per metalli preziosi/commodities è qualcosa che storicamente si è spesso verificato, sui mercati azionari USA – in presenza di nuove realtà aziendali , in primis AI , in evoluzione – sta diventando quasi la norma, non che prima fosse assente. Anche per l’avvento di nuovi operatori (CTAs, algotrade, book delle banche d’investimento e non – la cosiddetta “finanziarizzazione dell’economia”), oltre alla speculazione retail sempre più diffusa, che crea overshooting/undershooting.
Basta vedere le escursioni per hype da yo-yo negative/positive di Tesla; l’ hype OpenAI, che ha condizionato con mutevoli yo-yo da positivi a negativi l’andamento ondivago tra su e giu’ del 50% di Oracle, della stessa Microsoft, di Apple , in questo caso per la mancanza di AI hype (recentemente tornato positivo per il potenziale accordo con Alphabet – Gemini).
Per non parlare di Alphabet, che col titolo da 150 a oltre 300 usd corrente in meno di un anno ha trasformato, a mo’ di “Taco Trumpiano”, ogni hype negativo , dopo aver risolto il problema del break up anti trust, in positivo, tra crescita del cloud a doppia cifra, avvento di Gemini come risposta a ChatGPT, e Waymo con robotaxi autonomo ben prima del futuro lancio di quello made by Tesla. Potrei continuare con Meta, Amazon, Nvidia: tutti i MAG 7 con questi ondivaghi hype a yo-yo che ne hanno vistosamente condizionato le performance, nel range medio ±30%, tanto.
Che poi il P/E di Tesla sia 100, quello di Meta 20, Nvidia 25, Alphabet 30, Apple 25, Microsoft 25, Amazon 30 — tutt’altro che una bolla da fondamentali rispetto ai relativi tassi di crescita degli EPS (da consenso 1–3 anni) — chi se ne frega: prevale il laconico detto “fundamentals do not matter until they matter.”
In USA si scontano le visioni del futuro. L’emblema è Tesla: dopo l’hype dell’auto elettrica impallinata dal Build Your Dream dei cinesi di BYD (e non solo), ovvero dopo essere nella sostanza quasi fallita nel comparto EV come si evince dall’ultimo Q4, Musk tra SpaceX, eventuale fusione con la sua AI, robotaxi e umanoidi sta riportando Tesla, dopo essere sprofondata da 500 a 250 USD sei mesi fa, a 450 correnti , perché, perso l’hype EV, ne ha già 3/4 in prospettiva positivi. Per hype, Tesla e’ un titolo da comprare senza se e senza ma, a prescindere dal suo P/E a tre cifre.
Per fondamentali e crescite prospettiche non avrei dubbi a comprare, in ordine: Apple (dopo gli eccellenti risultati del Q4 della settimana scorsa – da anni non si vedevano risultati cosi’ brillanti, con crescita a doppia cifra per fatturato e utile nel nuovo ciclo degli iPhone-) , Nvidia e Alphabet.
La stessa Meta, a 20 di P/E dopo il Q4, nonostante un ulteriore incremento del capex a 135 bln usd da circa 110, visto ora come l’hype negativo da positivo di qualche mese fa; il suo Q4,con linee guida better-than, è riuscito ad arginare la predetta negatività da crescita capex senza tangibile monetizzazione corrente.
In maniera diametralmente opposta, in Italia, sul mercato azionario bancocentrico, si comprano per l’appunto le banche in primis , sui fondamentali, mio storico approccio da ” vecchio” , per altre cose partecipo a ” boom e sboom” in qualche modo ma ” non ho l’ eta”.
Banche italiane, macro call nella settimana in cui Giorgia e Giorgetti ricevono un upgrade dell’outlook al rating Italia da S&P.
Le maggiori banche che presumo , coeteris paribus, dovrebbero continuare a prevedere utili crescenti; gia’ domani Intesa , tra i miei best pick, dovrebbe dirci , col suo piano triennale, che per i prossimi tre anni l’utile continuerà a salire, grazie a risparmio gestito e assicurazioni. Intesa che probabilmente per i prossimi cinque anni continuerà a inondarci di dividendi per almeno il 40% dell’attuale market cap — quindi, a prescindere dalla cheap valuation, col solo cash ci ripagherebbe il risk-free + ERP, tks Mr Messina.
A seguire Unicredito sarà sulla stessa lunghezza d’onda con un mix dividendo/buyback da de-equitization, continuerà la sua ascesa di utile prospettico.
Per finire con le idi di marzo, BMPS, altro mio best pick, dovrebbe ricomporre il dissidio Calta/Lova – che mi sembra quasi una commedia pro Procura – una simulata divisione di vedute che si stacchi dall’ idea di concerto, su cui indaga la Procura, pensiero bizzarro ma a pensar male non si fa peccato. Con la definitiva approvazione del piano di integrazione con Mediobanca, molto probabile, avallato dalla BCE, con 700 milioni di sinergie, 10% div yield e probabile buyback , 11–12 € per azione, dai 8.75 correnti almeno nel breve mi sembrerebbe un target a portata di mano.
Aspettando poi che il Leone/Generali, col cambio di governance a oggi a dormiente trazione francese , ci vorra’ un po’ di tempo, possa migliorare la sua redditività – cosa parimenti ultra fattibile. Altrimenti, come da intercettazioni telefoniche, che senso avrebbe avuto pagare circa 18 € x az Mediobanca rispetto ai 12 € che sconta un Leone in gabbia , senza potenziale crescita di utile prospettico ? Buy secco su Generali da fondamentali, altro mio best pick. L’hype speculativo di azionariato in evoluzione – tra Messina/Orcel ? -, a parte, quello lo lasciamo a chi compra con american style.
Operativamente, per fondamentali: best pick in USA, in ordine, Apple, Nvidia, Alphabet, Meta (ora con hype just ok) e la stessa Microsoft, nonostante l’ hype pro tempore negativo OpenAI, sottolineo il pro tempore. Per hype plurimi positivi , buy Tesla. Per fondamentali in Italia: BMPS, Intesa, Generali best picks tra large cap , con lo stock forever Danieli Risp, che sui fondamentali resta ancora un no brain bargain , nonostante l’astonishing performance dell’ultimo anno. In termini calcistici: “squadra che vince non si cambia.”
Neutralità su govies e cambi.
La nomina di Warsh, se dovesse ricevere il via libera parlamentare, in termini di hype sono convinto diventi presto un fake hype, dove il QE continuerà a farla da padrone col taglio tassi: la Fed non solo indipendente, ma contro Trump, è proprio quella di Powell fino a maggio, con tassi che resteranno invariati. Un autogol del Tycoon, con i suoi esagerati strali anti Powell, che si fara’ sentire anche qualora Powell decidesse di restare nel board Fed fino al 2028. È una delle domande più gettonate allo scorso meeting settimanale Fed, cui Powell si è rifiutato di rispondere.
Con il wishful thinking che entro lunedì si tenda a una ricomposizione diplomatica dei venti di guerra USA–Iran, o a qualche blitz stile Venezuela , che vedo al momento improbabile; nell’ ipotesi di attacco la cosa potrebbe essere piu’ lunga, pur senza una mia strong view.
Presumo che almeno il rischio shutdown parziale in USA sia tale solo per il weekend in corso e che la Camera lunedì approvi quanto già approvato dal Senato, ma anche in questo caso nobody knows . In sintesi i rischi ex ante non mancano mai in questo strano mestiere, l’ acquisto di qualche vix a copertura in area 19-20 c’ azzeccherebbe .
Bwe
