In questo caso l’ex marito può recuperare la casa assegnata dal giudice all’ex moglie e smettere di pagare il mantenimento dei figli

Come noto, la Costituzione, all’articolo 30, e il codice civile, all’articolo 315 bis, prevedono l’obbligo dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli. Questo dovere esiste sia per i figli nati all’interno che all’esterno del matrimonio, e anche quando i genitori, prima sposati, divorzino. Tale obbligo esiste pure quando ad un genitore venga revocata la responsabilità genitoriale. L’articolo 316 bis del codice civile dispone che la contribuzione al mantenimento dei figli avvenga in base al patrimonio dei genitori. Non solo, la norma considera anche l’apporto dei genitori al benessere della famiglia tramite il lavoro domestico.

È il giudice che stabilisce la spettanza e l’ammontare dell’assegno di mantenimento ai figli. Normalmente, questo avviene nel giudizio riguardo il divorzio. Infatti, uno dei punti centrali della separazione di due persone è quello della gestione dei figli. Vengono in rilievo problematiche come l’affidamento, l’assegno di mantenimento e l’attribuzione della casa familiare.

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In questo caso l’ex marito può recuperare la casa assegnata dal giudice all’ex moglie e smettere di pagare il mantenimento dei figli

Infatti, la legge prevede che, per il best interest del minore, questo deve subire il meno possibile le conseguenze del divorzio tra i genitori. Conserva il diritto ad avere rapporti con entrambi i genitori e le loro famiglie. Non solo, ma anche a non essere rimosso dall’ambiente sociale in cui era inserito. Un passaggio fondamentale è il mantenimento della residenza nella casa familiare. Capita spesso che la casa familiare, di proprietà dell’ex marito, venga attribuita dal giudice all’ex moglie, affidataria principale dei figli.

L’ex moglie e i figli avranno, cioè, diritto di abitazione nell’immobile dell’uomo. In questo caso l’ex marito può recuperare la casa così come smettere di pagare l’assegno di mantenimento. È stato il Tribunale di Foggia, con la sentenza 533 del 2022, ad affrontare il problema. Il giudice ha spiegato che la legge non prevede un limite temporale al mantenimento dei figli. Abbiamo già visto che la giurisprudenza ha fornito delle indicazioni sui limiti temporali massimi oltre i quali il mantenimento non può protrarsi.

Come recuperare l’immobile

Anche se la legge non fornisce delle indicazioni sulla durata del mantenimento, le indica, come si diceva, la giurisprudenza. Il Tribunale ha spiegato che, superata la maggiore età, il figlio inizia a doversi guadagnare l’indipendenza economica. È possibile che questo inizi a lavorare e diventi indipendente economicamente. Oppure può succedere che non faccia nulla per trovarsi un lavoro. In entrambi i casi, cessa l’obbligo di mantenimento per i genitori.

Con la cessazione di questo obbligo, finisce anche il diritto dell’ex moglie di abitare la casa dell’ex marito, collegato, come si è visto, alla gestione dei figli. Dunque, quando cessa l’obbligo di mantenimento, non solo il marito non dovrà più pagare l’assegno per i figli, ma potrà recuperare anche il proprio immobile. Infatti, non c’è più alcuna ragione che giustifichi l’occupazione da parte dell’ex moglie della vecchia casa di famiglia.

Approfondimento

Oltre all’assegno divorzile e alla pensione di reversibilità, all’ex moglie può spettare anche quest’altra ingente somma di denaro da parte dell’ex marito

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