In caso di donazioni a Natale quanti contanti si possono versare sul conto senza segnalazioni del Fisco?

In occasione delle feste natalizie in molte famiglie italiane vi è l’abitudine di regalare soldi a figli, nipoti o altri parenti. Dietro tale consuetudine vi è la difficoltà di interpretare i gusti personali o il desiderio di offrire un aiuto concreto. Ciò vale soprattutto per coloro che a causa della pandemia si sono ritrovati in ristrettezze economiche e che possono contare sulla generosità dei genitori.

Non sono pochi i pensionati che mensilmente forniscono supporto finanziario a figli disoccupati e nipoti ancora in età scolare. Conviene però agire con prudenza quando si trasferiscono soldi anche se ciò avviene fra parenti. I nostri consulenti avvertono a tal fine che sono in arrivo indagini dell’Agenzia delle Entrate su prelievi e risparmi su conto corrente e libretto postale. Il che significa che persino i nonni che agiscono in buona fede regalando soldi ai nipoti potrebbero ricevere accertamenti fiscali.

Occorre pertanto capire come giustificare il versamento di contanti sul conto corrente o sul libretto postale. In particolare serve sapere se sia prudente depositare in banca o in posta i regali in denaro che si ricevono da parenti. E quindi in caso di donazioni a Natale quanti contanti si possono versare sul conto senza segnalazioni del Fisco. Chi possiede un conto o un libretto di risparmio deve infatti essere in grado di giustificare la provenienza delle somme in giacenza. Deve cioè dimostrare la provenienza lecita del denaro per evitare le sanzioni amministrative pecuniarie che si applicano per azioni illecite e reati. Si tenga conto che sono previste multe di oltre 5.000 euro dall’Agenzia delle Entrate per i titolari di libretto postale e buoni fruttiferi che non dichiarano questi dati.

In caso di donazioni a Natale quanti contanti si possono versare sul conto senza segnalazioni del Fisco?

Non ha alcunché da temere nel caso in cui il versamento di contanti in banca o in posta riguardi piccole somme di denaro. Tuttavia potrebbe partire un accertamento fiscale se i versamenti anche di piccoli importi dovessero verificarsi con regolarità e costanza. Non vi è infatti una soglia massima per il versamento di contanti da non superare. Esiste piuttosto la possibilità che il Fisco si allerti a causa di alcune movimentazioni bancarie o postali. Se il titolare di conto o libretto versa importanti somme di denaro potrebbe ricevere un controllo dall’Autorità fiscale.

Gli istituti di credito devono infatti comunicare tempestivamente all’Unità di informazione finanziaria (UIF) le movimentazioni in contanti superiori a 10.000 euro. Il cliente che dunque riceve un avviso di accertamento dovrà fornire giustificazioni e dati relativi alla provenienza del denaro. E non sarà certo sufficiente dichiarare di aver ricevuto regali da genitori o parenti. Al contrario, si dovrà fornire all’Agenzia delle Entrate una prova scritta che attesti da chi si è ricevuto il denaro. Occorre pertanto dimostrare che si tratta di somme di denaro non tassabili come nel caso delle donazioni. Si consiglia pertanto di ricorrere al bonifico per trasferire soldi a parenti specificando nella causale che si intende elargire una donazione.

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