Il vero importo del reddito di cittadinanza tra soglia ISEE e limite prelevabile

Il reddito di cittadinanza è senza dubbio uno tra gli argomenti di discussione più in voga del momento. La misura principale di sostegno per la povertà, è stata tra le più criticate degli ultimi anni. Molti i critici nei confronti di una misura che ha funzionato poco dal punto di vista delle politiche attive sul lavoro. Un semplice sussidio che sembra abbia provocato anche la carenza di manodopera in diversi settori lavorativi italiani. Sul reddito di cittadinanza però si fa molta confusione soprattutto dal punto di vista degli importi. Chi non ha avuto a che fare con la misura crede che gli importi erogati con il reddito di cittadinanza siano sufficienti per una vita dignitosa a tal punto da spingere i beneficiari a non cercare lavoro. Approfondendo il discorso però si aprono scenari particolari, perché per molti beneficiari la misura è evidentemente insufficiente per una vita dignitosa.

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Il vero importo del reddito di cittadinanza tra soglia ISEE e limite prelevabile

Al netto delle famiglie numerose che prendono un reddito di cittadinanza che può sembrare cospicuo, molti beneficiari prendono cifre irrisorie. L’esempio lampante è il singolo beneficiario della misura. Il reddito di cittadinanza ha una sua soglia massima erogabile di partenza pari a 780 euro al mese. Questa cifra è esattamente la soglia della povertà secondo i dati statistici dell’ISTAT. In altri termini quando fu istituito il reddito di cittadinanza, si decise di arrivare a questa somma massima per il singolo beneficiario del sussidio.

Questa somma però la percepisce solo ed esclusivamente il soggetto che ha un nucleo familiare composto solo da lui stesso, e che non ha altri redditi. In pratica, il soggetto con redditi e patrimonio pari a zero. In pratica si tratta di chi non ha reddito da lavoro, redditi da immobili, soldi in banca e qualsiasi altra dotazione che finisce con l’incidere sull’ISEE. 780 euro al mese inoltre è la somma che viene erogata a questo soggetto solo ed esclusivamente se vive in una casa con un affitto registrato. In altri termini tutte le altre forme di possesso della casa di abitazione principale di questo soggetto, non danno diritto a poter percepire la cifra massima del sussidio spettante.

Una sintetica guida al calcolo del reddito di cittadinanza per il singolo

Infatti il reddito di cittadinanza si divide in due quote. La prima è relativa all’integrazione del reddito del singolo cittadino ed è fino a 500 euro. I restanti 280 euro sono il contributo al pagamento del canone di locazione (affitto imputato). Ricapitolando, un soggetto che non ha altri familiari, che vive da solo in una casa senza un affitto regolare e con un ISEE pari a zero, può prendere massimo 500 euro di reddito di cittadinanza. Inoltre, i soldi del sussidio non sono soldi liquidi liberamente spendibili. Oltre che per il vero importo del reddito di cittadinanza, ci sono altre limitazioni.

Infatti si possono prelevare 100 euro al mese e la restante parte deve essere consumata (obbligatoriamente per non perdere parte delle mensilità successive) per primarie necessità. Prodotti alimentari, beni primari, bollette delle utenze domestiche e farmaci. Ogni euro di reddito di cui è in possesso questo beneficiario, porta ad un taglio proporzionale del sussidio, in misura pari all’80%. Per questo in media sono molti i beneficiari che prendono meno di 500 euro.

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