Il piano di accumulo in alternativa al fondo per una pensione privata

L’ottenimento della pensione diventa sempre più un’incognita. Siamo in balìa dei cambiamenti normativi che spostano spesso in avanti il traguardo tanto agognato.

Per non parlare delle situazioni in cui la vita professionale non è stata stabile e lineare. In questi casi la contribuzione potrebbe non essere sufficiente a far maturare il diritto.

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Ecco che sorge l’esigenza della pensione integrativa, cioè di ottenere delle entrate periodiche che vadano a colmare le carenze della pensione tradizionale.

Il piano di accumulo in alternativa al fondo per una pensione privata

Proprio come per gli investimenti, se si sceglie un fondo pensione si devono conoscere i rischi a cui ci si espone.

La scelta di un fondo pensione consente infatti di modulare gli importi da versare in base all’andamento delle entrate mensili e decidere il grado di rischio. Il piano di accumulo ed il fondo pensione non sono la stessa cosa. Entrambi gli strumenti consentono di accumulare risorse da sfruttare quando non si potrà più lavorare. Ma il piano di accumulo è uno strumento finanziario più di quanto lo sia il fondo pensione. Potrebbe infatti essere utilizzato per creare un gruzzolo nel medio termine per finalità diverse dall’integrazione del reddito mensile.

Le previsioni in merito alle pensioni tradizionali non sono ottimistiche. Sembrerebbe che nei prossimi 30 anni arriveremo addirittura ad una riduzione del 50% rispetto allo stipendio percepito. Si potrebbe decidere di versare il TFR maturato in un fondo pensione. Molti di noi cambiano di frequente datore di lavoro ed ogni volta il TFR liquidato viene tassato. Inoltre è difficile tenerlo da parte e spesso viene consumato per le spese correnti. Versando invece gli importi maturati nel fondo pensione questo non dovrebbe accadere. Questi importi potrebbero essere integrati con ulteriori versamenti volontari qualora le finanze familiari lo consentano. Il denaro sarà inoltre più al sicuro che in azienda. Sarà al riparo da mancati pagamenti, frutterà di più e godrà di un regime fiscale agevolato.

Se si sceglie invece un piano di accumulo, si avrà uno strumento più elastico che consente di prelevare il capitale in qualsiasi momento. Tuttavia questo di solito viene scelto per esigenze finanziarie diverse dall’integrazione pensionistica.

Quando si può riscattare anticipatamente il capitale dal fondo

Come abbiamo visto il piano di accumulo in alternativa al fondo pensione potrebbe avere il vantaggio della maggiore elasticità. Ma anche il fondo può essere chiuso anticipatamente in alcuni casi. In situazioni di particolare necessità economica le famiglie potrebbero avere l’esigenza di sbloccare i capitali investiti. Addirittura si potrebbe dover utilizzare quanto versato nel fondo pensione.

Si può chiedere un riscatto parziale e quindi una specie di anticipo sulle somme maturate. Questi riscatti parziali si potrebbero richiedere per spese sanitarie gravi e attestate dalla ASL competente o per l’acquisto e per la ristrutturazione della prima casa dopo 8 anni di versamenti. Per ulteriori esigenze da non documentare si potrebbe richiedere un anticipo del 30% del capitale maturato dopo 8 anni di iscrizione al fondo.

Il riscatto totale può essere ottenuto dagli eredi in caso di morte del lavoratore. Si può richiedere anche nei casi di invalidità permanente che riduca la capacità di lavorare e la disoccupazione protratta per più di 48 mesi. Bisogna considerare inoltre che la tassazione è agevolata nei casi di anticipo per motivi di salute e quando si richiede il riscatto totale.

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