I redditi che non fanno perdere il diritto all’assegno sociale INPS

La domanda per l’ottenimento dell’assegno sociale INPS risente di alcuni fattori che determinano il possesso o meno degli specifici requisiti. In particolare, molti sapranno che la richiesta necessita di specifiche condizioni di reddito per le quali lo Stato garantisce l’assegno mensile. Nella presente guida i Tecnici di ProiezionidiBorsa spiegano quali sono i redditi che non fanno perdere il diritto all’assegno sociale INPS e quali invece vi concorrono.

Quali sono i limiti di reddito per richiedere l’assegno sociale nel 2021

I contribuenti che abbiano compiuto almeno 67 anni e versino in particolari situazioni di disagio economico, possono richiedere e ottenere l’assegno sociale INPS. Si tratta di una prestazione assistenziale per chi raggiunge l’età pensionabile e non risulti titolare di una prestazione previdenziale in aggiunta al reddito basso. Il requisito di reddito è uno degli aspetti determinanti l’assegnazione del beneficio oppure la revoca. Difatti, per l’anno 2021 i limiti di reddito che l’Istituto di Previdenza Sociale tiene in considerazione per il beneficio sono determinati. I non coniugati hanno diritto all’assegno pieno se possiedono un reddito annuale pari a zero ed entro i 5.983,64 euro. In questi casi, si riceve l’assegno di 460,28 euro per 13 mensilità.

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In altri casi in cui concorrano altri redditi, si può ricevere un importo ridotto dell’assegno. Un esempio riguarda i titolari di pensione di reversibilità a cui si può aggiungere l’importo dell’assegno sociale come si legge qui. Coloro che invece sono coniugati, hanno differenti limiti di reddito da rispettare. Relativamente all’anno 2021, il limite reddituale per i richiedenti coniugati corrisponde a 11.967,28 euro. Ebbene, ora che si conoscono i nuovi limiti, quali sono i redditi che non fanno perdere il diritto all’assegno sociale INPS?

I redditi che non fanno perdere il diritto all’assegno sociale INPS

Per l’ottenimento del beneficio, esistono dei redditi che sono rilevabili e che riguardano principalmente quelli assoggettabili ai fini IRPEF. Questo vale tanto per i redditi personali che per quelli del coniuge. A tale computo si aggiungono anche i redditi esenti da imposta o le rendite INAIL e l’assegno sociale di cui è eventuale titolare il coniuge.

I redditi che invece non si considerano per il diritto all’agevolazione sono i seguenti: il proprio assegno sociale; la casa di proprietà in cui si vive; le competenze arretrate e soggette a tassazione separata; il TFR, TFS o altri anticipi; l’indennità di accompagnamento istituita dalla Legge n. 18/1980 o quella per assistenza continuativa INAIL agli invalidi assoluti; le indennità di comunicazione ed alcuni assegni agli ex combattenti. Tutte le altre forme di reddito, invece, rientrano nel computo.

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