Grossa indennità per stress sul lavoro al dipendente che subisce comportamenti secondo una nuova sentenza

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Qualsiasi tipo di lavoro può causare una certa quantità di stress. A seconda dei periodi, degli impegni e degli imprevisti, il lavoro può certamente costituire una fonte di stress. Esiste, però, una soglia di stress che, se superata, può costituire il presupposto per ottenere un’indennità. Questo principio emerge da una serie di previsioni normative e interpretazioni dei giudici. L’articolo 2087 del codice civile, così come alcune importanti leggi speciali, prevede che il datore debba predisporre, sul luogo di lavoro, tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e mentale dei suoi lavoratori.

Se il datore non adempie a questi importanti obblighi di legge rischia pensanti sanzioni, sia sul piano civile che penale. Infatti, sul piano penale, se il dipendente rimane coinvolto in un incidente, rischia la condanna per lesioni colpose aggravate. L’articolo 570 del codice penale prevede che per le lesioni gravissime colpose, causate dal mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, ci sia la reclusione fino a 3 anni. Sul piano civile, invece, una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito in quali casi spetti al dipendente un cospicuo risarcimento del danno per l’esistenza di un ambiente di lavoro nocivo alla salute.

L’integrità fisica e mentale sul lavoro

Il datore non è, però, solo tenuto a tutelare l’integrità fisica dei propri dipendenti. Deve infatti proteggere anche la loro salute mentale. È molto noto, e si sente sempre più spesso parlare, del fenomeno del mobbing. Si ha mobbing sul lavoro, sostanzialmente, quando il capo o i colleghi di un dipendente tengano nei suoi confronti una serie di comportamenti, anche astrattamente leciti, ma che perseguono, per modalità e frequenza, un intento persecutorio. Il mobbing costituisce, quando provato secondo le indicazioni della giurisprudenza, un vero e proprio reato. Si parla, infatti, di atti persecutori, come previsti dall’articolo 612 bis del codice penale. Il codice penale punisce questo reato con la reclusione che può arrivare fino a 6 anni e 6 mesi. Non c’è, però, solo il mobbing. Pur non configurandosi mobbing, può spettare una grossa indennità per stress sul lavoro nei confronti del dipendente che subisce il fenomeno dello straining.

La Corte di Cassazione, nella nuova e recente sentenza 32020 del 2022, ha spiegato che bisogna tenere distinto il fenomeno del mobbing da quello dello straining. Si potrebbe definire lo straining come una forma meno grave di mobbing. Secondo i giudici, la differenza fondamentale tra questi due fenomeni è che nel mobbing esiste una continuità di comportamenti persecutori. Mentre nello straining questi comportamenti sono più diluiti e dilazionati nel tempo. Anche nel secondo caso, però, rimangono comportamenti gravi e vietati, che possono impattare sulla salute del lavoratore.

Grossa indennità per stress sul lavoro per il dipendente che subisce un danno

Seppure i comportamenti tenuti dai colleghi e dal datore nei confronti del dipendente siano sporadici e non continui, possono, comunque, determinargli una situazione di forte stress. Questo forte stress sul lavoro può causare dei veri e propri danni psicofisici al dipendente. Quando questi danni vengono debitamente provati dal danneggiato, questo può ottenere un grosso risarcimento del danno. Infatti, il datore di lavoro ha, come visto, proprio l’obbligo di proteggere la salute mentale del dipendente e assicurargli un ambiente lavorativo privo di rischi. Se non rispetta questo obbligo, e causa un danno al proprio dipendente, dovrà risarcirlo.

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