Finalmente riaprono le domande per i soldi a fondo perduto del MIC fino 25.000 euro

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Nella primavera del 2020 le imprese di qualunque settore economico furono piegate dalle conseguenze del Covid 19. Tra i settori più colpiti dalla crisi ci furono gli operatori culturali, creativi e turistici. A loro sostegno è sorto l’incentivo Cultura Crea Plus del MIC (Ministero della Cultura). I fondi vengono dal PON FERS “Cultura e Sviluppo” e la misura eroga cfp (contributi a fondo perduto) a copertura delle spese di capitale circolante.

Ora, finalmente riaprono le domande per i soldi necessari per il riavvio e sostegno di queste imprese. La misura è gestita da INVITALIA, l’Agenzia del MEF per lo sviluppo d’impresa, e il tetto massimo del cfp è pari a 25mila euro.

Chi può fare la domanda per il contributo a fondo perduto fino a 25.000 euro

L’incentivo MIC si rivolge alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) e i soggetti del terzo settore operanti in ambito culturale. Sono escluse le ditte individuali.

Inoltre deve trattarsi di realtà già costituite al 1° gennaio 2020 e riconducibili, al 31 dicembre 2020, all’elenco ATECO delle aziende ammesse a beneficio.

In particolare, le imprese costituite da meno di 3 anni (alla data di inoltro della domanda) devono situarsi in alcune Regioni del Sud. Vale a dire Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia. Per i soggetti del 3° settore e le imprese con più di 36 mesi di vita, la sede deve ricadere in uno dei Comuni appartenenti alle “aree di attrazione” (allegato 4 del bando).

Finalmente riaprono le domande per i soldi che il MIC riconosce a fp

La misura del MIC ammette a contributo le spese di capitale circolante, IVA esclusa, sostenute dopo il 23 luglio del 2020. Esse devono risultare rendicontate entro 6 mesi dalla data di sottoscrizione del provvedimento di concessione alle agevolazioni.

Tra le spese ammesse rientrano quelle pubblicitarie e promozionali purché collegate all’attività. Inoltre deve trattarsi di costi d’esercizio e non di investimenti pluriennali.

Parimenti sono ammesse le utenze e i canoni di locazione, ma non per immobili di proprietà dei soci, coniugi, parenti o affini dei soci entro il 3° grado. Ancora, occorre che queste spese facciano riferimento a immobili siti nelle aree agevolabili e siano intestate al beneficiario del contributo.

Il bando illustra quali sono i casi di decadenza della richiesta del cfp. Questo può avvenire se non si hanno i requisiti per l’accesso alla misura o non siano presenti e/o compilati i documenti richiesti. Stessa sorte, infine, anche per l’istanza digitalmente non firmata.

Fino a quando si possono presentare le domande?

Il contributo concesso è a fondo perduto fino al 100% delle spese ammissibili ed effettuati con pagamenti tracciati, contante escluso. Il sostegno attribuito non può tuttavia eccedere l’importo massimo dei 25mila euro.

Le domande vanno presentate solo online dalle ore 10.00 di oggi, 7 novembre, registrandosi all’area riservata sul portale di INVITALIA. L’istanza deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante della società e inviata insieme alla documentazione e gli allegati richiesti.

Il bando prevede una procedura a sportello delle istanze pervenute. Le imprese potranno chiedere il contributo fino a esaurimento dei fondi. La valutazione dei progetti avverrà nel giro di 60 giorni, secondo l’ordine cronologico di presentazione degli stessi.

Il provvedimento di concessione alle agevolazioni, infine, deve essere accettato entro 30 giorni dalla notifica, pena la perdita delle stesse.

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