Ecco quanti soldi tenere sul conto corrente a seconda di reddito e stile di vita

Tra i piccoli-grandi dilemmi dei risparmiatori, uno verte sulla quantità di denaro da avere sul c/c per stare sereni. Il dubbio è quanto mai attuale perché con l’inflazione alle stelle il conto infruttifero è in un certo qual senso il nemico numero 1 dei risparmi.

Cerchiamo allora di sciogliere il dubbio: ecco quanti soldi tenere sul conto corrente a seconda di reddito e stile di vita.

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A cosa serve il conto corrente?

Occorre partire dal presupposto che vivere senza c/c è difficile ma possibile. Lo utilizziamo per l’accredito dello stipendio o la domiciliazione utenze o negli acquisti online o per i bonifici, etc.

Certo, si potrebbe anche optare per una prepagata dotata di IBAN e sostituire un prodotto con un altro. E questo specie nel caso dei giovanissimi o di chi ha un’operatività molto bassa con il proprio conto.

In estrema sintesi, dunque, un c/c è l’evoluzione del nostro portamonete personale. Ma intercorre con un intermediario finanziario (di solito una banca) ed è molto più evoluto e tecnologico, oltre che costoso. Inoltre gestisce una liquidità che di norma non si addice a un portamonete.

Il numero perfetto di strumenti da possedere

Secondo alcuni esperti di bilancio familiare, il numero esatto di conti da possedere sarebbero tre (qui i dettagli). Uno principale per l’accredito stipendio (ed altre entrate) e l’addebito delle spese fisse. Poi uno con cui gestire le spese variabili e infine un 3° conto per le somme da mettere a fruttare.

Ad ogni modo questi strumenti vanno gestiti anche alla luce dei loro dei costi. Sia quelli effettivi, come imposta di bollo e costi di tenuta conto, sia quelli in termini di perdita di potere d’acquisto.

Dunque, ecco quanti soldi tenere sul conto corrente a seconda di reddito e stile di vita

Vediamo a questo punto l’esatta liquidità da tenere sul proprio conto.

Manco a dirlo, non esiste risposta certa, secca e univoca, e questo per almeno tre considerazioni. Tutto è in funzione di quanto incassiamo (reddito da lavoro autonomo e/o dipendente, rendite, etc) e spendiamo in media al mese, più gli imprevisti. Quest’ultimi per definizione non si conoscono né sul quando si manifesteranno né sul quanto incideranno.

Ora, tralasciando le spese impreviste gli esperti sostengono che sul conto andrebbero tenute dalle 3 alle 5 mensilità. Poi ogni eccedenza diventa semplicemente un lusso alla luce dell’attuale inflazione. In quest’articolo abbiamo spiegato perché chi ha soldi su depositi infruttiferi dovrà prepararsi alla stangata finale.

Un semplice remind

In conclusione, basterebbe tenere a mente sempre un piccolo particolare per non trovarsi male. Il c/c è uno strumento di gestione dei risparmi, non uno strumento di investimento.

Quindi su di esso vanno accantonate solo quelle somme sufficienti per l’ordinaria amministrazione. Tutto il resto invece va semplicemente fatto fruttare, per non subire atroci perdite in termini di potere d’acquisto.

Infatti, in quest’articolo abbiamo visto che 10mila euro depositati su un c/c infruttifero dopo 20 anni arrivano anche a dimezzarsi.

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