Ecco quando la vedova perderà la reversibilità

pensione

Perdere il compagno/compagna di una vita con cui si è costruita una famiglia e tanti progetti è una sofferenza immensa per chi rimane. Se si aggiungono le difficoltà economiche che insorgono soprattutto se a lavorare era soltanto la persona che non c’è più tutto diventa più complicato. Per questo il legislatore ha previsto la pensione ai superstiti, ovvero un trattamento pensionistico riconosciuto in caso di decesso del pensionato o dell’assicurato. Nel primo caso si parla di pensione di reversibilità, nel secondo caso di pensione indiretta. Quest’ultima è riconosciuta qualora l’assicurato abbia 15 anni di anzianità assicurativa e contributiva.

Nonché 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva di cui almeno 3 nei 5 anni precedenti la data del decesso. Pertanto qualora sussistano le condizioni, il coniuge o l’unito civilmente superstiti avranno diritto al suddetto trattamento pensionistico. Lo stesso vale per il coniuge divorziato o separato. Dal 1° febbraio 2022 tale trattamento spetterà anche in caso di separazione con addebito o per colpa senza diritto agli alimenti. Secondo la Cassazione infatti ciò che rileva ai fini della pensione indiretta o di reversibilità è il rapporto coniugale.

Quanto spetta al coniuge superstite

La pensione ai superstiti, indiretta o di reversibilità è pari ad una quota percentuale già liquidata al defunto o che sarebbe spettata all’assicurato. Le aliquote di reversibilità sono stabilite in percentuali. In particolare al coniuge solo spetta il 60%, nel caso in cui ci sia un figlio la percentuale sale all’80%. Infine nel caso in cui vi siano insieme al coniuge 2 o più figli la percentuale sarà pari al 100%. Gli importi dei trattamenti pensionistici si cumulano con i redditi del beneficiario ma possono subire tagli se il coniuge superstite lavora. In particolare qualora il reddito di quest’ultimo superi una determinata soglia, ovvero euro 20.489,82. Invece sarà ridotta del 25% qualora il reddito sia tra 20.489,82 e 27.219,76 e del 50% qualora il reddito superi 5 volte il trattamento minimo.

Ecco quando la vedova perderà la pensione ai superstiti

Nei casi dunque in cui la vedova lavora e superi determinate soglie subirà soltanto dei tagli al suddetto trattamento pensionistico. Tuttavia al verificarsi di una determinata situazione l’INPS revocherà la reversibilità alla vedova/vedovo superstiti. In particolare qualora la vedova o il vedovo decidano di convolare a nuove nozze perderanno la pensione di reversibilità o indiretta. In questo caso però potrà ricevere dall’INPS, su domanda, un assegno una tantum pari a due annualità della sua quota, inclusa la tredicesima mensilità. Pertanto ecco quando la vedova perderà questo importante trattamento pensionistico.

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Alle vedove che presentano questa domanda spettano 525 euro oltre la pensione di reversibilità dall’INPS a prescindere dal reddito

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