Ecco quando anche un solo contributo sbagliato fa perdere la pensione

Ecco quando anche un solo contributo sbagliato fa perdere la pensione-Foto da pixabay.com

Il sistema pensionistico italiano oggi viene definito un sitema contributivo. Perché le pensioni vengono calcolate ormai quasi tutte con il sistema contributivo. Ma ancora oggi non mancano i lavoratori che godono ancora del favorevole calcolo misto, ovvero in parte retributivo ed in parte contributivo.

Anzi, per qualcuno la parte di pensione calcolata con il migliore metodo retributivo è maggiore rispetto al metodo contributivo. Ma a prescindere dalle regole di calcolo della prestazione, i lavoratori rischiano di perdere il diritto alla pensione per colpa di alcune azioni già effettuate che minano questo diritto.

Ecco quando anche un solo contributo sbagliato rischia di essere deleterio

Nel sistema previdenziale italiano le pensioni sono calcolate con il sistema contributivo per tutti coloro che hanno il primo accredito a qualsiasi titolo versato dopo il 31 dicembre 1995. Per chi a quella data ha già 18 o più anni di contributi, la pensione invece è calcolata con il sistema contributivo solo dal 1° gennaio 2012. Invece per chi al 31 dicembre 1995 non è arrivato a 18 anni di contributi, la pensione è calcolata con il contributivo dal 1° gennaio 1996. Come importo della pensione, aver iniziato a versare prima del 1996 è favorevole, perché in genere si maturano pensioni più elevate. Quello che però oggi andremo ad analizzare riguarda il diritto alla pensione e non il calcolo dell’importo.

Occhi a cosa si fa

Per quanti hanno iniziato a versare contributi solo dal 1996 in poi, c’è la pensione anticipata contributiva. Una misura che si prende con 64 anni di età e 20 anni di contributi, ma solo se raggiunge un determinato importo della prestazione. Per le donne con almeno 2 figli avuti, tale pensione non può essere più bassa di 2,6 volte l’assegno sociale (nel 2024 pari a 534 euro circa al mese). Per le lavoratrici che hanno avuto un solo figlio, non può essere più bassa di 2,8 volte lo stesso assegno.

Invece, per tutti gli altri, cioè uomini e donne senza figli, lavoratori del settore privato e non, dipendenti e autonomi, bisogna arrivare almeno ad un trattamento pari a 3 volte l’assegno sociale. Basta anche un solo contributo versato prima del 1996 e la misura non è più fruibile. Anche aver riscattato il militare rischia quindi di far perdere questo treno di pensionamento in anticipo. Oppure chi decide di cumulare i contributi versati in altre gestioni, ma versati prima del 1996. In altri termini, ecco quando anche un solo contributo sbagliato penalizza un lavoratore. Che per andare in pensione passerebbe immediatamente dalla possibilità di uscire a 64 anni, a dover attendere i 67 anni.

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