Ecco il grave errore che molti fanno quando cercano casa da comprare da privati o agenzia o da ristrutturare con i Bonus casa

Passati i mesi bui del Covid, la voglia di casa è riesplosa tra gli italiani. La domanda è forte sia tra le prime che le seconde case, sia in città che in provincia, al mare come in montagna. Il discorso si ripete anche in merito alle metrature (piccole, medie e grandi), sia sullo stato (abitabili o da ristrutturare) sia sul prezzo. Poi vi è la fascia di cittadini che preferisce sfruttare questi Bonus per rimettere a nuovo l’appartamento anziché comprarne uno nuovo.

Ovviamente ci sono tanti dovuti distinguo da fare per non cadere vittime della generalizzazione. Tuttavia, ecco il grave errore che molti fanno quando cercano casa da comprare.

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Prima andare in banca, poi andare alla ricerca dell’abitazione

Quasi sempre il percorso mentale e operativo di chi cerca casa si snoda in due passaggi. Nel primo si mettono a fuoco poche, selezionate case. Poi si va in banca per vedere se viene concesso o meno il mutuo. Si tratta del modo più sbagliato di operare, per tutta una serie di ragioni:

  • è impossibile (o comunque poco sensato) fare la spesa al supermercato senza sapere quanti soldi si hanno in tasca. Inoltre bisogna sapere quello che effettivamente si ha bisogno e che ci ha spinto a varcare la soglia del punto vendita. La stessa filosofia andrebbe applicata nella ricerca di un immobile, anche se in questo caso l’importo della spesa è decisamente più ingente;
  • fa perdere tempo, risorse ed energie perché non saranno poche le delusioni (dalla banca e/o dal venditore) legate a questo modo di approcciare;
  • spesso ci fa innamorare delle case che poi nella pratica non ci si può permettere.

Pianificare e organizzare tutte le voci di spesa

Ecco il grave errore da non fare. L’acquisto di un’abitazione chiama in causa molte più voci di spesa di quelle che comunemente si è portati a pensare. Forse non esageriamo a dire che il prezzo dell’immobile dovrebbe essere l’ultimo costo da considerare, sebbene ingente.

In estrema sintesi, le voci di spesa per l’acquisto di una casa si possono raggruppare in 3 macro categorie:

  • il costo della casa, che è sicuramente quella più esosa in valore assoluto ma non l’unica, purtroppo. Il suo valore dipende da mille parametri, come la metratura, l’esposizione al sole e alla luce, l’ubicazione, lo stato dell’immobile, etc;
  • la caterva di costi collegati all’acquisto dell’abitazione. Pensiamo alla parcella del notaio, alla provvigione all’agenzia, alle spese di istruttoria del mutuo, le tasse sull’acquisto, etc. Per toccarle con mano, basta sapere che esse in genere pesano intorno al 10-15% del prezzo pattuito dell’immobile. Tradotto, si parla di migliaia e migliaia di euro, pari al prezzo di un’utilitaria nuova, per intenderci;
  • i costi post-acquisto, tipo il cambio delle serrature e l’eventuale tinteggiatura e/o cambio sanitari. Oppure la rimodulazione della planimetria interna e/o l’eventuale rifacimento di ambienti. E poi ancora l’acquisto del nuovo arredo (attenzione a questi documenti per il Bonus mobili) o il trasloco di quello disponibile, etc. Superfluo dire che ognuno di questi interventi costa a peso d’oro, anche nel caso dei lavori con Bonus (intanto si anticipano le spese).

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Dunque, si fa presto a dire casa se prima non si stila su carta tutte queste uscite. Per gli esperti (e anche il buon senso, a parere nostro), è bene disporre sul conto almeno 1/4 – 1/3 del valore dell’importo che si intende spendere, prima di cercare casa.

Va fissato il range di spesa che effettivamente si può sostenere, tenuto conto delle entrate effettive e non ipotizzate o sperate. In questa fase, inoltre, la visita in banca per sondare il terreno in tema mutuo è fondamentale.

Solo in ultimo si può passare alla ricerca effettiva dell’appartamento.

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