Ecco i controlli per chi prende l’Assegno di Inclusione e cosa deve fare il beneficiario del sussidio

Ecco i controlli per chi prende l’Assegno di Inclusione-Foto da pixabay.com

Sull’Assegno di Inclusione, cioè sul nuovo sussidio che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, c’è qualcosa che i beneficiari devono rispettare assolutamente. Infatti rispetto alla misura precedente cambiano gli adempimenti e cambiano pure gli obblighi a cui saranno assoggettati i beneficiari della misura.

Oltretutto, la misura si differenzia da quella che l’ha preceduta soprattutto per un particolare meccanismo che il governo ha deciso di inserire nel varo dello strumento. I controlli infatti saranno serrati e molto particolareggiati perché chi prende l’Assegno di Inclusione non potrà vivere tranquillo come invece faceva ai tempi del Reddito di Cittadinanza. Ma come si svilupperanno i controlli su questa misura e quali sono i rischi che corrono i beneficiari è qualcosa che adesso andremo ad approfondire.

Ecco i controlli per chi prende l’Assegno di Inclusione e cosa deve fare il beneficiario del sussidio

Controlli serrati, senza sconti e con sanzioni pesanti. Questo è quello che i beneficiari del nuovo Reddito di Cittadinanza, cioè dell’Assegno di Inclusione adesso devono sopportare. Perché presentare domanda è stato semplice per chi dal 26 gennaio scorso ha già percepito la prima ricarica. Quello che va detto però è che per continuare a fruire della prestazione bisogna rispettare tutte le consegne che la stessa prestazione prevede nel suo apparato normativo. Ecco quindi uno spaccato dei controlli e dei rischi che i beneficiari adesso devono subire per poter arrivare quantomeno alla fine del 2024, prendendo mensilmente ciò che gli spetta. Ecco i controlli per chi prende l’Assegno di Inclusione e come funzioneranno.

PAD, servizi sociali, Patronati, ecco cosa deve fare il beneficiario

In precedenti nostri approfondimenti abbiamo sottolineato come l’Assegno di Inclusione sia una misura, anche se simile, con qualche differenza rispetto al Reddito di Cittadinanza. Infatti si tratta di una misura che già dal punto di vista degli adempimenti da rispettare, è differente. Per il Reddito di Cittadinanza, la fruizione del beneficio è andata avanti per anni in periodi di 18 mesi in 18 mesi con un rinnovo praticamente costante. Anche il Reddito di Cittadinanza aveva tra gli obiettivi le politiche attive sociali e di lavoro. Ma non hanno funzionato. Adesso con l’Assegno di Inclusione queste politiche diventano fondamentali ed in alcuni casi preventive.

Per esempio, ecco che la sottoscrizione del Patto di attivazione è necessaria prima di prendere il primo mese di sussidio. Senza PAD, niente ricarica. Poi, entro 120 giorni bisogna andare ai Servizi Sociali a firmare il patto di inclusione, lo stesso patto che i titolari del Reddito di Cittadinanza hanno sottoscritto dopo aver preso per lungo tempo il precedente sussidio. Ma gli adempimenti non terminano qui. Perché a periodi costanti di 90 giorni in 90 giorni, bisogna andare ad aggiornare la posizione al Patronato, per il monitoraggio dei miglioramenti ottenuti dal punto di vista delle politiche attive. Per quanto concerne i controlli, nell’Assegno di Inclusione viene confermato il fatto che l’Amministrazione può far scattare in qualsiasi momento i controlli riguardo alla veridicità dei dati indicati in domanda o nell’ISEE. Quindi, mai stare tranquilli mentre si prende l’Assegno di Inclusione. Perderlo è un attimo.

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