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Ecco gli sfortunati che subiranno tagli sulle pensioni INPS a causa del crollo del PIL

Ecco gli sfortunati che subiranno tagli sulle pensioni INPS a causa del crollo del PIL secondo gli studi degli esperti di Redazione. Purtroppo il blocco delle attività lavorative e produttive determina ancora oggi una situazione economica poco promettente. I lunghi mesi di lockdown sono all’origine di una crisi finanziaria che mette a dura prova la capacità di ripresa.  Numerosissime aziende di medie e grandi dimensioni stanno faticando a rimettersi in carreggiata e ciò ha una ricaduta negativa sul Pil.

Non ci riferiamo in questa sede alle riduzione che subiscono gli assegni pensionistici in alcune particolari circostanze. Ad esempio il contribuente che inoltra richiesta di prepensionamento sa con anticipo che dovrà rinunciare ad una quota previdenziale. A tal proposito rimandiamo chi vuole farsi un’idea delle decurtazioni all’articolo “I tagli e le penalizzazioni delle pensioni INPS a 62 anni”. Adesso invece ci occuperemo delle riduzioni che peseranno comunque sul rateo mensile anche del contribuente che non chiede di andare in pensione in anticipo. Ecco gli sfortunati che subiranno tagli sulle pensioni INPS a causa del crollo del PIL e che non potranno contare sugli attuali assegni pensionistici.

Ecco gli sfortunati che subiranno tagli sulle pensioni INPS a causa del crollo del PIL

Purtroppo l’importo delle pensioni aumenta o decresce in relazione alle variazioni del PIL degli ultimi 5 anni. A causa delle oscillazioni del tasso di capitalizzazione l’assegno di chi andrà in pensione a partire dal 2023 subirà riduzioni a causa del coronavirus. Chi attualmente percepisce già la pensione non patirà tagli che invece ricadranno sui contribuenti che accederanno al trattamento previdenziale fra qualche anno.

Gli esperti di settore ritengono che, in base alle simulazioni sulla rivalutazione del montante contributivo, la perdita dovrebbe attestarsi attorno al 2,5%. Se si considera pertanto un rateo mensile di circa 1000 euro la riduzione dovrebbe essere pari a 16 euro al mese. Su base annuale i tagli arriverebbero così a pesare di più di 200 euro sulle entrate dei futuri percettori di pensione.

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