Ecco 3 BTP buoni per investire a 2 o 4 anni e portare a casa una rendita periodica 

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Oggi avere soldi liquidi fermi sul conto è diventato quasi un lusso da ricchi. Il riferimento riguarda le giacenze che vanno aldilà della parte di risparmi destinati alle eventuali spese impreviste. Inflazione monstre e persistente da un lato e rendimenti dall’altro inducono il risparmiatore a pensare che l’idea di restare liquidi sia la migliore scelta possibile. Al riguardo, per esempio, ecco 3 BTP buoni per investire a 2 o 4 anni e portare a casa una rendita periodica.

I titoli di Stato rientrano nella famiglia del reddito fisso, insieme ad altri strumenti noti come conti deposito e buoni postali. In merito a quest’ultimi abbiamo già visto quanto si potrebbe guadagnare se a maggio investissimo 10mila € e in quanto tempo. Ora guardiamo alle obbligazioni governative e vediamone il rendimento sulle medie scadenze.

Quali BTP scegliere per non esporsi a rischi eccessivi

Al pari di ogni strumento finanziario, anche per i bond di Stato esiste un certo grado di rischio. Ad esempio per quelli italiani basterebbe ricordare che non godono della tripla A com’è il caso, ad esempio, dei bond tedeschi, svedesi o svizzeri, solo per restare in Europa. Insomma, anche tra i debiti sovrani ci sono i primi della classe e quelli che inseguono o, peggio ancora, arrancano.

Di contro sui BTP non c’è il rischio cambio, visto che sono emessi nella stessa moneta avente da noi corso legale. Molto contenuto, invece, il rischio liquidità, dato l’apprezzabile volume di scambi, giornalieri e mensili, che connota molti di essi.

Invece un altro rischio molto importante attiene ai tassi d’interesse. Il riferimento è al rischio che il prezzo dei bond salga o scenda, e anche di parecchio, in seguito alle decisioni della Banca Centrale sul fronte tassi. Qui i titoli più esposti sono quelli a lunga scadenza, che non potendo modificare le cedole scaricano tutto sul prezzo.

Ecco 3 BTP buoni per investire a 2 o 4 anni e portare a casa una rendita periodica

Proprio per evitare gli inconvenienti tipici di cui al punto precedente, vediamo quanto rendono oggi alcuni BTP di media durata.

Sull’orizzonte temporale a 24 mesi vediamo 2 bond con caratteristiche differenti. Uno è il titolo con ISIN IT0005327306 con scadenza al 15 maggio 2025, l’altro ha ISIN IT0004513641 e scade il 1° marzo 2025. Essi hanno rendimenti netti a scadenza quasi simili (circa 2,8-2,85%), mentre differiscono per cedola e quotazione attuale.

Il titolo che scade a maggio paga un interesse annuo lordo dell’1,45% e quota sui 96,65 centesimi. L’altro invece ha una cedola lorda annua del 5% ma prezza circa 103 centesimi (credito d’imposta dello 0,37%). Il primo, quindi, sarebbe più adatto a chi punta sul poco oggi e a incassare un premio alla fine. Vale l’esatto opposto, invece, per chi cerca sin da subito una ricca cedola fino a scadenza.

Cedola ed extra rendimento sul titolo a medio termine

Raddoppiando l’orizzonte temporale del nostro investimento, cioè passando ai 4 anni di durata complessiva, ecco il BTP con scadenza il 1° giugno 2027. Il titolo ha ISIN IT0005240830 e paga una cedola annua lorda del 2,20%, quasi l’1% netto a semestre (0,9625% per la precisione).

Tuttavia, anche qui la quotazione sotto cento lascia presagire l’incasso di un extra rendimento a scadenza (il nuovo BTP Valore prevede invece un premio fedeltà). Ieri infatti il bond ha chiuso le contrattazioni a 95,63 centesimi. Spalmando sui 4,06 anni di anni residui del BTP questa plusvalenza finale (pari a circa il 4,57% lordo) ne deriva un ipotetico guadagno aggiuntivo dell’1% netto annuo.

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