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Confermato dalla scienza, questo ingrediente è salutare!

Confermato dalla scienza, questo ingrediente è salutare!

Un recente studio dell’Università di Parma ha scoperto che una dieta ipocalorica basata sul consumo di pasta può aiutare a dimagrire. È quindi confermato dalla scienza, questo ingrediente è salutare.

I ricercatori hanno assegnato a ciascun paziente una dieta ipocalorica in linea con i principi della dieta mediterranea. Coloro che consumavano pasta più volte a settimana hanno registrato una riduzione del peso corporeo e un “miglioramento della qualità della vita percepita“.

Nonostante la ricerca sia stata pubblicata su “Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases”, purtroppo qualcuno dubita ancora della nostra dieta.

Confermato dalla scienza, questo ingrediente è salutare

Un recente studio condotto dall’Università di Parma ha dimostrato che una dieta ipocalorica basata sulla dieta mediterranea e sul consumo di pasta può aiutare a perdere peso. Hanno partecipato allo studio condotto dalla professoressa Francesca Scazzina e altri del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, 73 volontari affetti da obesità, divisi in due gruppi.

La professoressa Elisabetta Dall’Aglio ha assegnato a ciascun paziente una dieta ipocalorica in linea con i principi della dieta mediterranea che, com’è noto, si basa sul consumo di carboidrati. Questa differiva in base al consumo abituale di pasta nei pazienti. In generale, la pasta poteva essere consumata meno di 3 volte a settimana per il gruppo “Low Pasta”. Il gruppo “High Pasta”, invece, poteva consumarla fino a oltre 5 volte a settimana. Per aiutare i volontari a rispettare la dieta, gli scienziati hanno consegnato loro un ricettario realizzato dagli chef di Academia Barilla. Il gruppo “High” poteva contare su ricette a base di pasta. Il gruppo “Low” aveva a disposizione delle ricette a base di pane o altre fonti di cereali.

I risultati dello studio

I ricercatori hanno monitorato i pazienti per un anno, controllando il loro metabolismo glucidico e lipidico. La pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, i consumi alimentari e la qualità percepita della vita. Dopo i primi sei mesi dall’inizio dell’esperimento, è stata registrata una riduzione del peso del 10% per il gruppo “High” e del 7% per i “Low”. Questa riduzione si è mantenuta stabile anche nei sei mesi successivi. Inoltre, “i pazienti del gruppo ‘High Pasta’ hanno registrato un miglioramento della qualità della vita percepita, relativo all’aspetto ‘salute fisica’ che i pazienti della dieta ‘Low Pasta’ non hanno riportato”, hanno dichiarato i ricercatori.

“Lo studio dimostra come sia possibile raggiungere gli obiettivi di perdita di peso tenendo in considerazione le preferenze e le abitudini dei pazienti. Non è necessario escludere alimenti specifici, come ad esempio la pasta. Anzi, l’intervento con la frequenza di consumo di pasta è risultato marginalmente più efficace. Inoltre, ha causato un significativo miglioramento della qualità della vita percepita dai volontari”, ha osservato la la professoressa Scazzina.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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