Con i controlli dell’INPS piovono multe assai salate anche per i lavoratori che ricevono questi pagamenti

Non basta la buona fede per non finire negli ingranaggi degli accertamenti da parte del Fisco. E non è perdonabile neanche un errore di distrazione perché comunque le sanzioni arrivano anche a chi non intende commettere azioni illecite. E potrebbe persino accadere di ricevere multe da 5.164 euro sulle dichiarazioni ISEE in questi specifici casi. Perché se da un lato si ottengono bonus e ammortizzatori economici dall’altro l’occhio dell’Agenzia delle Entrate potrebbe cadere su alcuni dati.

Quando si trasmette la documentazione relativa alla propria condizione reddituale ci potrebbero infatti essere delle difformità. I controlli incrociati potrebbero portare a galla delle discrepanze tra i redditi che si denunciano e quelli che realmente si posseggono. Sarebbe quindi prudente fare attenzione alle pesanti multe dell’Agenzia delle Entrate per alcuni risparmiatori che non dichiarano i soldi sul conto corrente oltre questa somma.

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In sostanza non dovrebbe esserci discrepanza fra ciò che si guadagna e ciò che si dichiara al Fisco. E quando si versa denaro extra sul conto bancario o postale si dovrà essere in grado di dimostrare la provenienza assolutamente lecita dei soldi in deposito. A ciò si aggiunga che con i controlli dell’INPS piovono multe assai salate anche per i lavoratori che ricevono questi pagamenti.

Che pur tuttavia non sempre sono ignari del rischio di subire verifiche fiscali. Diversamente potrebbe invece accadere per chi dovrà pagare per un semplice errore di distrazione o una banale omissione. Si tenga conto infatti che sono al via i controlli di fine anno dell’Agenzia delle Entrate con multe altissime per questi contribuenti distratti.

Con i controlli dell’INPS piovono multe assai salate anche per i lavoratori che ricevono questi pagamenti

Purtroppo esiste ancora il fenomeno dei contratti di lavoro irregolare per cui il datore non assume il dipendente. In tali casi per il pagamento dello stipendio non si utilizzano strumenti tracciabili e il reddito del lavoro non risulta riscontrabile. Inoltre non comunicando l’assunzione del dipendente ai centri per l’impiego si evita anche il versamento della copertura assicurativa.

Solitamente è solo il datore di lavoro a dover rispondere dell’assenza di un regolare contratto professionale. Ma secondo quanto si legge nel recente Decreto legislativo n. 146/2021 vi sono nuove disposizioni per stroncare il fenomeno del lavoro in nero. E sono proprio gli uffici dell’INPS e dell’Ispettorato del lavoro ad effettuare accertamenti per verificare l’eventuale presenza di dipendenti senza regolare contratto.

A rischiare sanzioni da più di 5.000 euro sono i dipendenti in nero che si dichiarano privi di impiego e percepiscono dall’INPS l’indennità di disoccupazione. Chi lavora in nero mentre percepisce gli assegni a sostegno della disoccupazione si macchia di indebita ricezione delle risorse economiche statali. E la sanzione a carico del disoccupato scatta se lo stipendio per il periodo di lavoro in nero è superiore ai 4.000 euro. Chi ha ricevuto tali pagamenti dal datore pertanto rischia sanzioni il cui importo però non sarà superiore al triplo della retribuzione.

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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