Con i controlli dell’Agenzia delle Entrate si rischiano multe da 5.164 euro sulle dichiarazioni ISEE in alcuni casi

Chiunque desideri ricevere aiuti economici, bonus e agevolazioni fiscali dal Governo deve dimostrare di possedere redditi modesti. Per certificare la propria condizione finanziaria il contribuente deve presentare la Dichiarazione sostitutiva unica. In tale documento confluiscono i dati che il contribuente inserisce e le informazioni che fornisce la stessa Agenzia delle Entrate. Pertanto la DSU si compone in parte di un’autodichiarazione del richiedente e in parte di dati precompilati dall’Autorità fiscale. Con i controlli dell’Agenzia delle Entrate si rischiano multe da 5.164 euro sulle dichiarazioni ISEE in alcuni casi perché l’utente è responsabile di quanto dichiara. Conviene dunque capire quali accertamenti effettua e “Cosa controlla l’Agenzia delle Entrate?” per evitare sanzioni amministrative e penali.

Solo presentando la DSU il contribuente può inoltrare richiesta dell’ISEE. L’INPS provvede ad effettuare i calcoli e fornisce l’attestazione entro 10 giorni. Ed è proprio nella DSU che inserisce i dati di cui si deve assumere piena responsabilità. Le informazioni che l’Autorità fiscale reperisce riguardano il reddito complessivo ai fini dell’IRPEF. Nell’autodichiarazione invece il contribuente deve inserire i dati anagrafici, i beni mobiliari e immobiliari, i redditi e la composizione del nucleo familiare. Perciò con i controlli dell’Agenzia delle Entrate si rischiano multe da 5.164 euro sulle dichiarazioni ISEE in alcuni casi specifici.

Con i controlli dell’Agenzia delle Entrate si rischiano multe da 5.164 sulle dichiarazioni ISEE in alcuni casi

Le sanzioni raggiungono i contribuenti che tentano di dichiarare una condizione reddituale inferiore pur di ottenere benefici economici e sussidi di varia natura. Allo stesso modo ricevono multe assai elevate i contribuenti che commettono errori nella compilazione dell’autodichiarazione. Gli accertamenti sulle DSU sono molto accurati e servono a verificare che le informazioni che l’utente fornisce corrispondano all’effettiva situazione reddituale.

A seguito di dichiarazioni false o errate può accadere che il contribuente percepisca sussidi e bonus cui non avrebbe diritto. In presenza di difformità o anomalie presenti nell’autodichiarazione si può pertanto determinare una situazione di indebita appropriazione di contributi e finanziamenti statali. Le verifiche dell’Autorità fiscale portano all’emersione di simili evenienze e tale reato prevede persino la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Nell’articolo 316-ter del codice penale si legge invece che se “la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a 3.999,96 euro” la sanzione va da 5.164 a 25,822 euro. Conviene dunque compilare con attenzione l’autodichiarazione per evitare omissioni, dati errati, false informazioni e difformità.

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