Come versare gratis i contributi quando non si lavora

Cosa accade se per un certo periodo di tempo non si lavora? Il traguardo pensione si allontana sempre più all’orizzonte? In questi casi, esiste la possibilità di ricorrere al versamento dei contributi figurativi che sono riconosciuti validi ai fini del calcolo pensionistico. Come versare gratis i contributi quando non si lavora? Cerchiamo di capire insieme quando conviene versare i contributi figurativi ai fini pensionistici.

In quali casi sono ammessi i contributi figurativi se non si lavora

Quando si parla di contributi figurativi si fa riferimento a dei contributi versati senza oneri finanziari a carico del lavoratore. Essi sono stati introdotti dalla legge 155 del 23 aprile 1981 e riguardano le procedure di liquidazione della pensione.  Questo significa che l’accredito viene erogato direttamente dallo Stato e che il contribuente non deve metter mano alle proprie tasche per il versamento.

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Come si evince dal sito Inps, i  contributi figurativi si riferiscono a: periodi definiti dalla legge, durante cui si verifica una interruzione o riduzione dell’attività lavorativa a cui si garantisce ugualmente copertura contributiva.

Il cittadino può beneficiare dei contributi figurativi soltanto in alcune determinate circostanze. Il loro versamento funge da copertura nei periodi di non lavoro e concorre, a tutti gli effetti, alla maturazione della pensione di anzianità. Essi valgono per i dipendenti del settore privato e pubblico e possono ritenersi validi nei seguenti periodi:

  • sospensione dell’attività durante la cassa integrazione;
  • malattia o infortunio nel limite stabilito;
  • durante la donazione del sangue;
  • congedo straordinario e permessi legge 104;
  • periodi in cui il contribuente beneficia dell’indennità di disoccupazione;
  • dopo il licenziamento di un’azienda dichiarata in crisi durante il quale il dipendente fruisce dell’indennità di mobilità;
  • interruzione obbligatoria dell’attività lavorativa conseguente a gravidanza e puerperio o assenza obbligatoria secondo quanto stabilito dalla riforma Amato del 1992;
  • nei periodi di malattia tubercolare, cura ambulatoriale successiva al ricovero o sussidio post sanatoriale;
  • quando il dipendente viene posto in aspettativa poiché chiamato a svolgere cariche pubbliche elettive.

Come farseli accreditare

Come versare gratis i contributi quando non si lavora? Generalmente,  l’accredito viene eseguito direttamente d’ufficio da parte dell’Inps per meglio semplificare la procedura. In alcuni casi, quando cioè risulta difficile denunciare la subentrata interruzione lavorativa, può procedere alla segnalazione direttamente l’interessato.

Fermo restando che il contribuente può rinunciarvi in taluni casi, i contributi figurativi risultano utili alla determinazione della pensione di anzianità. In alcuni casi, come ad esempio la malattia, il valore dei contributi figurativi si calcola sulla media delle retribuzioni. Al contrario, durante i periodi di cassa integrazione, la retribuzione viene calcolata la pari dello stipendio.

È sempre bene farsi aiutare da un esperto consulente per la disamina della singola situazione previdenziale e contributiva.

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