Come smascherare un bugiardo osservando questi 3 atteggiamenti e non lo sguardo come invece molti credono

Scoprire se la persona con cui parliamo sta dicendo una marea di bugie non è sempre una cosa semplice. Il Mondo è bello perché è vario, ma non sarebbe male se tutti avessimo una sola caratteristica in comune, la sincerità. Fidarsi è difficile un po’ per tutti e le delusioni potrebbero essere dietro l’angolo.

Quando si parla di bugiardi, bisogna fare prima di tutto una precisazione. Ognuno di noi ha raccontato delle menzogne nella propria vita e probabilmente continuerà a farlo. È impossibile essere sempre sinceri al 100% e spesso non è neppure una strategia vincente nei rapporti sociali. Detto in poche parole, mentire non è sempre un male ma dobbiamo fare attenzione. Esistono bugie piccole e a fin di bene, dette per non ferire il nostro interlocutore. E poi ci sono le bugie grosse e malevole, quelle raccontate per ottenere un vantaggio personale o per nuocere all’altra persona.

Inoltre, c’è chi mente di rado e chi lo fa in modo quasi cronico. È proprio su questa seconda categoria che oggi ci concentreremo, per capire come smascherare un bugiardo inguaribile e non cadere più nei suoi tranelli. Ecco subito cosa dovremo osservare.

Come smascherare un bugiardo osservando questi 3 atteggiamenti e non lo sguardo come invece molti credono

Tutti pensano che per scoprire se qualcuno mente basta guardarlo negli occhi. Si dice infatti che chi abbassa lo sguardo mentre parla stia mentendo e chi, invece, ci guarda negli occhi stia dicendo la verità. Purtroppo, ci tocca smentire questa credenza, che è vera solo in parte. Infatti, i bugiardi più bravi tendono a guardarci negli occhi in modo fisso e stabile per dimostrarsi sinceri e affidabili.

Ecco perché lo sguardo non può annoverarsi tra gli elementi migliori per distinguere la verità dalla menzogna. Andando ora ai comportamenti da osservare, iniziamo dal primo, la contraddizione. Chi racconta fandonie spesso risulta contraddittorio. Se si prova a porre per due volte la stessa domanda a distanza di alcuni minuti, la risposta potrebbe essere diversa. In fondo, quando si dice che raccontare le bugie richiede una grande memoria non è poi così sbagliato.

Passiamo al secondo atteggiamento, l’agitazione. Le persone che raccontano coscientemente menzogne, specialmente se sotto stress, si agitano e sudano. Non è raro, infatti, notare mani e fronte sudati come se avessero fatto una corsa in salita.

Concludiamo con il terzo atteggiamento, molto comune e molto importante da considerare.

Sviare e ancora sviare

Il terzo atteggiamento è l’evitamento. Ebbene sì, i bugiardi danno una risposta diversa rispetto alla domanda che gli è si è posta. Ma non è tutto perché, un po’ come facevano i sofisti, prima di sviare la domanda fanno giri enormi in modo da confonderci. Ecco perché bisognerebbe evitare domande aperte e prediligere quelle chiuse che implicano un sì o un no o una risposta secca se vogliamo smascherare qualcuno.

Per fare un semplice esempio, invece di chiedere “come stai” sarebbe meglio chiedere “stai bene o male”. La prossima volta che qualcuno non ci convincerà staremo sicuramente più attenti a certi dettagli.

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