Come sara’ la vita dopo il 4 maggio?

Il 4 maggio e’ ormai vicino ed ancora tante sono le polemiche su quali dovranno essere le modalita’ di apertura delle attivita’. Come sara’ la vita dopo il 4 maggio?

La verita’ e’ che il secondo decreto Cura Italia tarda ad uscire perche’ il timore di quelle che potranno essere le conseguenze della riapertura preoccupano il Governo. La premessa dalla quale si vuole partire e’ chiara: rilanciare l’economia senza esporre i cittadini ad ulteriori ondate di contagio.

Tuttavia, la consapevolezza di quanto delicata sia la gestione di questa fase e’ comune a tutti. In questo panorama ricco di tensioni ed indecisioni, dunque, le opinioni contrastanti provenienti dalle diverse parti istituzionali, dagli esperti e dalle imprese accresce lo stato di indecisione. L’idea di base, come spiegata anche da Conte, sarebbe quella di riaprire in primis le attivita’ produttive, mantenendo sui luoghi di lavoro le stesse precauzioni usate finora. Quindi, la catena produttiva che per alcuni settori era stata interrotta, riprendera’ con l’utilizzo di guanti, mascherine e mantenendo le distanze.

Le scuole

E’ quasi del tutto certo che le scuole non riapriranno, pertanto dovra’ essere implementato lo smart working. Quest’ultimo ha un senso anche in considerazione del fatto che i posti di lavoro compatibili con detta forma di lavoro flessibile dovranno continuare ad essere incoraggiate. Cio’ per evitare un improvviso ritorno incontrollato di masse di persone sui luoghi di lavoro. Per quanto attiene a bar e ristoranti, si e’ indecisi se consentirne l’apertura nella fase due o tre. Essi, infatti, dovranno trovarsi nelle condizioni di poter rispettare le misure anti-Covid tra tavoli e clienti. Stessa indecisione vige con riguardo all’apertura di parchi e ville, frequentati principalmente da famiglie.

Per quanto riguarda i trasposti pubblici, sembra necessario ripristinarli una volta riaperte le attivita’ in quanto cio’ risponderebbe ad un’esigenza generale. Tuttavia, anch’essi dovranno rispettare e far rispettare le misure antidiffusione del virus. Infatti, si prevede di imporre trasporti contingentati con controlli serrati da parte degli addetti. Questi ultimi dovranno consentire l’accesso soltanto ad un certo numero di persone, munite dei dispositivi di sicurezza che conosciamo, che non potranno sedere vicine. Cinema, teatri e discoteche riapriranno sicuramente nella terza fase, allorquando, presumibilmente, il contagio sara’ vicino allo o.

Come sara’ la vita dopo il 4 maggio? Scontro tra Regioni sul lockdown

Quindi, come e’ evidente, vi sono ancora tantissime indecisioni su come sara’ la nostra vita dopo il 4 maggio. Uno degli aspetti critici e’ rappresentato dallo scontro tra regioni. Infatti, il presidente De Luca, ha minacciato di chiudere la Campania allorquando si dovesse decidere per una circolazione arbitraria dei cittadini tra una regione e l’altra. Onde evitare, dunque, il ripetersi di una vicenda gia’ verificatasi, ha posto questo veto soprattutto se la Lombardia dovesse riaprire. A mitigare gli scontri interviene Conte che preannuncia l’adozione di una soluzione condivisa. Tuttavia, appare evidente che troppe richieste contrastanti non potranno coesistere. Infatti, Zaia chiede, dal canto suo, un immediato rilancio dell’economia in Lombardia, asse portante del polmone industriale italiano.

Tuttavia, la questione e’ piu’ semplice di quanto sembra poiche’ il Governatore De Luca ha tutto il potere di adottare misure piu’ restrittive di quelle varate dal Governo. Cio’, qualora la situazione dovesse richiederlo. Certamente, una circolazione indiscriminata tra regioni, non avrebbe molto senso in quanto comporterebbe la duplicazione di un errore gia’ commesso nella fase iniziale. Pertanto, c’e’ ancora una certa indecisione sulla permanenza del lock down tra regioni. Molto probabilmente permarra’ nella seconda fase e saranno possibili spostamenti tra una regione e l’altra soltanto per ragioni di lavoro e salute certificate.

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