Che differenza c’è tra evasione, elusione ed erosione fiscale?

Che differenza c’è tra evasione, elusione ed erosione fiscale? Benjamin Franklin un giorno disse una frase divenuta famosa. Che in questo mondo non c’è niente di certo, tranne la morte e le tasse. Avrebbe forse riconsiderato questo suo aforisma se fosse vissuto in Italia. L’evasione fiscale resta un vizio comune nel nostro paese. Un vizio che però non tutti si possono permettere. C’è chi le tasse le paga e chi non le paga. O, forse dovremmo dire, c’è chi le tasse non può evaderle e non lo fa. E chi può evaderle e lo fa. Sì, perché la differenza tra chi paga e chi non paga non riguarda solo l’onestà delle persone. riguarda anche la possibilità di evadere.

Cosa vuol dire evadere le tasse? In senso stretto, vuol dire porre in essere consapevolmente dei comportamenti illegali. Comportamenti illegali per non pagare quanto è dovuto. L’evasione comporta la violazione di una legge. Possono esserci altri motivi per cui non si pagano tasse dovute, per esempio per errore. Quindi il concetto di tasse non pagate è un po’ più ampio di quello di tasse evase. Non a caso in inglese spesso si parla di tax gap.

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La stragrande maggioranza delle tasse non pagate è però rappresentata dalle tasse evase. Cioè tasse per cui intenzionalmente si è deciso di non pagare. Magari spinti dalle circostanze, ma non per errore.

Che differenza c’è tra evasione, elusione ed erosione fiscale?

Oltre che di evasione fiscale, si parla spesso di elusione fiscale e di erosione fiscale. Che differenza c’è tra evasione, elusione ed erosione? Come si è detto, l’evasione comporta la violazione della legge. L’elusione implica invece un comportamento più ambiguo. Cercare di risparmiare su quanto si paga senza violare formalmente le leggi. Ma sfruttandone le ambiguità interpretative. È un’area grigia, che spesso esiste perché le norme fiscali lasciano spazio a interpretazioni.

E cosa si intende per erosione fiscale? Qui la perdita di gettito per lo stato non deriva da comportamenti illegali o ambiguità nella scrittura e interpretazione delle leggi. Deriva invece dalla decisione del legislatore di esentare certe attività o certi soggetti dalla tassazione. Questo al fine di perseguire finalità di interesse generale. Per esempio, quando si esentano dalle tasse le aree terremotate. O, talvolta, anzi forse spesso, per fare gli interessi di qualche lobby. In merito alla vera e propria evasione, rispetto all’estero, soffriamo senz’altro di più noi italiani.

La pressione fiscale in Italia

La pressione fiscale, in Italia, è pari al 42,6 per cento del Pil. È questo l’indice comunemente usato per misurare la pressione fiscale in Italia. La nostra è più alta di quella dei paesi avanzati. E’ intorno al 35 per cento nei paesi dell’OCSE. E di quella dei grandi paesi europei. Tutti sotto a noi di diversi punti percentuali. Tranne la Francia, dove la pressione fiscale è quasi al 48%. Ma non è solo questo il problema. Il problema è anche che l’evasione in Italia è più alta di quella degli altri paesi. Per cui la pressione finisce per essere ancora più elevata per chi le tasse le paga.

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