Cani e gatti nello stato di famiglia, ecco come risparmiare le spese del veterinario

In “Cani e gatti nello stato di famiglia, ecco come risparmiare le spese del veterinario”, un focus sulle ultime novità per i nostri amici animali.

Dopo il blocco forzato del lockdown e l’emergenza coronavirus, si torna nuovamente a parlare della proposta e delle “disposizioni concernenti l’indicazione degli animali di affezione nelle certificazioni anagrafiche”. Una proposta di legge, la AC 86, ancora in fase di definizione e portata avanti dall’Onorevole Michela Vittoria Brambilla.

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La proposta

Secondo la Deputata di Forza Italia, Michela Vittoria Brambilla, firmataria dell’iniziativa, prevedere una serie di agevolazioni fiscali più corpose di quelle attualmente previste per le famiglie è una questione di fondamentale importanza.

La proposta, in sostanza, prevede che nella famiglia anagrafica possano essere inseriti gli animali iscritti nelle anagrafi territoriali degli animali di affezione. Ciò significa che si potrebbe godere di alcuni benefici e permessi di lavoro per curare il proprio cane o il proprio gatto ma non solo. Il provvedimento dovrebbe sostenere anche alcune spese per cibi e strumenti atti a salvaguardare la salute ed il benessere del proprio animale a quattro zampe. Inoltre, tale sistema dovrebbe contrastare, così, il fenomeno dell’abbandono e del randagismo.

Obblighi per i padroni di cani

Ricordiamo che oggi l’iscrizione all’anagrafe degli animali d’affezione della propria regione è obbligatoria per i cani. Risulta invece volontaria per gatti e furetti. Come avviene l’iscrizione? Per la registrazione all’anagrafe bisogna recarsi dal veterinario e dopo aver fatto applicare il microchip deve essere compilata una scheda con tutti i dati dell’animale. Il microchip è l’unico strumento attualmente in vigore per l’identificazione nazionale del proprio Fido. Importantissimo per ritrovare o restituire un cane al proprietario in caso di smarrimento.

Altra battaglia in atto per gli animalisti, l’inasprimento per le pene rivolte a chi maltratta o uccide gli animali. Si calcola che ad oggi, solamente il 30% dei procedimenti penali previsti per il maltrattamento animale arriva poi a  sentenza definitiva. Solo la metà di questi provvedimenti porta poi ad una condanna.

Se “Cani e gatti nello stato di famiglia, ecco come risparmiare le spese del veterinario” vi è stato utile, leggete anche “Peli e cattivi odori di cani e gatti in casa? Ecco come eliminarli in poche mosse“.

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