Bitcoin verso nuovi massimi, ma se il suo valore crollasse improvvisamente?

Quali sono gli scenari possibili e cosa potrebbe succedere?

Il Bitcoin e le altre monete virtuali sono aumentate in maniera vertiginosa e per alcuni anche in maniera molto preoccupante.

Secondo alcuni analisti gli ultimi rialzi sono dovuti alle affermazioni di un dirigente del Soros Fund Management, il quale ha apertamente dichiarato che il fondo possiede “alcuni Bitcoin, ma che questi non sono molti”.

Bitcoin verso nuovi massimi, ma se il suo valore crollasse improvvisamente?

Tale acquisizione è avvenuta non per il loro intrinseco valore o per una speculazione rialzista, ma per l’uso fatto nella finanza decentralizzata.

Quindi non più monete virtuali ma veri e propri asset aziendali.

Inoltre, verso questa moneta vi sono sempre maggiori interessi da parte delle istituzioni.

Per adesso questo investimento è riservato ad una piccola parte di specialisti, dato che la maggior parte delle persone non sa ancora come effettuare tali investimenti finanziari in tutta tranquillità.

Warren Buffet non ha mai consigliato questo tipo d’investimento

Secondo il noto investitore Warren Buffett i Bitcoin non valgono nulla e non producono niente e consumano troppa energia.

Il suo consiglio è stato quello di non comprare e per adesso le sue previsioni sono state disattese.

In realtà, nel mondo degli investimenti nessuno ha la sfera di cristallo per vedere il futuro.

Ma ora che il Bitcoin va verso nuovi massimi, ci chiediamo che succederebbe se crollasse improvvisamente, azzerando il suo valore.

Il problema si è già presentato nel passato e potrebbe ripresentarsi nel futuro. Il tipico esempio è la crisi finanziaria dei tulipani in Olanda avvenuta nel XVII secolo.

La crisi dei tulipani, la prima bolla speculativa del capitalismo moderno

Nel seicento in Olanda il prezzo dei tulipani raggiunse delle cifre sbalorditive e alcuni bulbi arrivarono ad un valore di 6000 fiorini, davvero esorbitante per il tempo.

Il tulipano era il quarto prodotto più commercializzato nei Paesi Bassi e nel suo vasto impero coloniale.

Il tulipano diventò un surrogato monetario e venduto e ceduto come se fosse un “future” con vendite allo scoperto per speculare e con i relativi indebitamenti.

Una “vendita del nulla”, poiché il tulipano dopo poco tempo sfiorisce. Ma era diventata una vera e propria follia e vi sono ancora dei bellissimi quadri del periodo che rappresentano questa pazzia collettiva per il fiore.

Poi improvvisamente il suo prezzo scivolò fino ad azzerarsi completamente nel corso del 1637.

Le cause di questo crollo sono state diverse, la principale fu che i prezzi avevano raggiunto delle cifre astronomiche che non potevano continuare a crescere. I commercianti, pertanto, cominciarono a vendere e si diffuse il panico. Tutti corsero a vendere creando in questo modo una bolla speculativa che rovinò moltissime persone. La crisi finanziaria scatenata dalla bolla fu così tremenda da portare addirittura alla crisi politica del Paese. I prezzi andarono praticamente a zero.

Già nell’anno 2017 la crescita dei Bitcoin era stata accostata alla bolla dei tulipani.

E se la bolla delle criptovalute valute fosse dietro l’angolo?

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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