Ben 55.000 euro ai lavoratori per licenziarsi da parte delle aziende con gli incentivi all’esodo volontario

Non è raro in Italia sentir parlare di incentivi all’esodo. Non sono poche le aziende che aprono ad uno strumento per certi versi contraddittorio come un contributo per le dimissioni del lavoratore. Questa, infatti, è la traduzione meno tecnica di incentivo all’esodo. Naturalmente ce ne sono diversi, perché spesso si chiamano così anche le misure di pensionamento anticipato a carico dei datori di lavoro. Oggi però affrontiamo il discorso del vero incentivo all’esodo. Che si materializza nello stesso momento in cui una azienda offre soldi al lavoratore purché si dimetta.

Ben 55.000 euro ai lavoratori per licenziarsi da parte delle aziende con gli incentivi all’esodo volontario

Aziende e datori di lavoro, soprattutto quelli più grossi, non sono nuovi all’utilizzo di uno strumento come l’incentivo all’esodo. In genere si parte sempre con un accordo sindacale. Rappresentanti dell’azienda e rappresentanti dei lavoratori si accordano su cifre e nomi dei lavoratori da mandare a riposo. Le cifre sono i soldi che l’azienda deve dare come incentivo a dare le dimissioni. Uno strumento che adesso è ritornato in auge perché riguarda una delle principali aziende italiane, l’ex Fiat. Stellantis, come si chiama adesso la multinazionale dell’industria automobilistica, nata dalla fusione della nostra FCA (Fiat Chrysler Automobiles) con i francesi di PSA (Peugeot, Citroen, DS ed Opel) ha avviato in diverse sue fabbriche questi incentivi. Da Melfi in Basilicata a Mirafiori in Piemonte, l’azienda offre soldi per ridurre l’organico dei lavoratori.

Le cifre

Una azienda che vuole ridurre il personale ha due o tre vie da intraprendere. Per i lavoratori più anziani, che si trovano a 5 anni di distanza dalla pensione di vecchiaia o da quella anticipata, c’è la via del contratto di espansione. L’azienda si accolla l’onere di finanziare un assegno mensile di prepensionamento pagato dall’INPS al lavoratore. Un assegno per tutti i mesi di anticipo e di importo pari alla pensione maturata. Più o meno lo stesso che accade con l’isopensione, che però parte già a 60 anni e cioè con 7 anni di distanza dalla pensione.

Ultima soluzione l’incentivo all’esodo. Per esempio Stellantis a Melfi ha offerto altri 500 incentivi da pochi giorni. Arrivando ad offrire ben 55.000 euro ai lavoratori per licenziarsi, cioè,  purché si dimettano entro giugno. Una proposta che sembra stia riscuotendo interesse notevole nei lavoratori. Sia tra gli anziani stanchi da lunghe carriere in catena di montaggio, che tra i giovani. 55.000 euro sono una dotazione importante per un giovane che magari intende mettersi in proprio o trovare una strada differente rispetto al lavoro di operaio.

Approfondimento

Come andare 5 anni prima in pensione con il contratto di espansione?

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