Basta questo semplice errore e vedova o eredi rischiano di pagare all’Agenzia delle Entrate 2 volte le imposte di successione

La successione è il principale adempimento a cui sono chiamati i parenti di un defunto che lascia beni immobili dopo la sua morte. Si tratta di un adempimento che va espletato per il tramite della Agenzia delle Entrate. Da anni, ormai, l’unica procedura ammessa è quella telematica. Il contribuente incaricato può, adempiere all’obbligo di presentazione della dichiarazione, anche da solo. La semplificazione delle procedure e la digitalizzazione di tutto il meccanismo espone, però, lo stesso contribuente ad alcune problematiche non indifferenti. Con il rischio concreto di pagare più imposte di quelle effettivamente dovute.

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Basta questo semplice errore e vedova o eredi rischiano di pagare all’Agenzia delle Entrate 2 volte le imposte di successione

La successione va presentata dagli eredi di un defunto. Naturalmente, non devono essere tutti gli eredi a presentarla, ma soltanto uno delegato dagli altri. Nello specifico, il soggetto prescelto da tutti gli eredi viene definito il dichiarante. Sarà quest’ultimo che deve collegarsi tramite SPID, CIE o CNS al sito dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione della dichiarazione. Un’operazione che è abbastanza intuitiva. Infatti, sul sito delle Entrate è presente il software di compilazione ed invio della dichiarazione. Anche il pagamento delle imposte di bollo, delle imposte ipotecarie e catastali e dei diritti, va effettuato comodamente in maniera telematica. In alternativa al canale del fai da te c’è quello dei professionisti del settore quelli abilitati alla trasmissione. In ogni caso la procedura telematica prevede che tutto venga effettuato in forma digitale.

Occhio al doppio pagamento delle imposte

Non è raro, però, imbattersi in alcune problematiche relative al pagamento. Pagare tramite modello F24 come accadeva in passato è una cosa assolutamente fattibile. Molti infatti, pur sapendo che la dichiarazione è telematica, continuano ad effettuare i pagamenti alla vecchia maniera. Ed è una cosa che la stessa procedura digitale del Fisco consente. Infatti, durante la compilazione del formulario sul sito delle Entrate è possibile scaricare anche il prospetto di liquidazione delle imposte con il relativo modello F24 prestampato. Il problema di fondo è che la procedura telematica non permette di andare avanti con l’invio della dichiarazione se non si inserisce un codice IBAN.

Il contribuente deve necessariamente inserire i dati del conto corrente da cui devono essere prelevati i pagamenti. Questo a prescindere dal fatto che il pagamento sia stato effettuato con F24. Chi ha provveduto ad effettuare il pagamento delle imposte tramite modello F24 non ha alternative che inserire comunque l’IBAN. Può però inserire come allegato PDF la compia della ricevuta del modello F24. In questo caso, teoricamente, l’Agenzia delle Entrate dovrebbe bloccare il prelievo del pagamento dal conto corrente scorporando le somme già pagate con F24. Usare il condizionale è obbligatorio. Infatti, il sistema in questo caso sottolinea comunque una anomalia. Per questo è facile che il contribuente si trovi di fronte ad un doppio pagamento.

Come recuperare le somme

Per recuperare le somme in più versate, il contribuente deve presentare una istanza all’Agenzia delle Entrate. Una pratica piuttosto farraginosa e lunga. Basta questo semplice errore e vedova o eredi finiscono con l’essere penalizzati fortemente. In alternativa, si può inserire un IBAN di un conto corrente o di una carta, priva della disponibilità. Una soluzione che evita il doppio pagamento, ma che allunga i termini di completamento della dichiarazione di successione. Infatti in questo caso, il Fisco convocherà il dichiarante per sanare l’anomalia e chiedere spiegazioni.

Approfondimento

Praticamente gratis successione o donazione per invalidi con Legge 104 e forti sconti e Bonus su alcune case ereditate presentando domanda all’Agenzia delle Entrate

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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