Anche senza successione, gli eredi devono pagare queste tasse pure se il defunto era esente

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La dichiarazione di successione è uno dei tanti adempimenti che gli eredi devono presentare dopo la morte di un caro. La Legge concede, a chi è tenuto a presentare la dichiarazione di successione, 12 mesi di tempo per completare la pratica. Un anno a partire dalla data di decesso del parente. Ma ci sono obblighi che scattano fin dalla data di morte, a prescindere dalla successione. E addirittura, anche non presentando mai la dichiarazione.

Anche senza successione, gli eredi devono pagare queste tasse pure se il defunto era esente

Ereditare un immobile espone gli eredi al pagamento delle tasse. Gli immobili sono, innanzitutto, assoggettati ad IRPEF. Gli eredi devono inserire gli immobili ereditati nella loro dichiarazione dei redditi. Per i decessi sopraggiunti dal primo gennaio 2022, chi eredita deve riportare i valori di questi immobili nelle dichiarazioni dei redditi del 2023. Le imposte sui redditi infatti, si pagano per l’anno precedente. Sugli immobili, però, si pagano anche le tasse comunali, come IMU e TASI. Imposte che a differenza dell’IRPEF fanno riferimento all’anno in corso. Il 16 giugno scade la rata di acconto di questi balzelli. Gli eredi di una persona deceduta in questa prima metà del 2022, devono sostituirsi a chi non c’è più. E lo devono fare a prescindere dalla presentazione o meno della successione. In altri termini, diventano soggetti passivi ai fini IMU immediatamente.

Le regole per pagare le tasse sulla casa di un defunto

Naturalmente l’adempimento grava su tutti gli eredi ed in quota, ciascuno per la sua. Non sono previste sospensioni o rinvii delle scadenze. A partire dalla data di apertura della successione, che coincide con la morte del parente, le imposte passano di fatto a nome degli eredi. Per esempio, 300 euro di IMU diventano 100 euro ad erede se gli eredi sono tre. Il modulo di pagamento resta il solito modello F24. Per i mesi precedenti la data del decesso, gli eredi sono invece tenuti a versare per conto del defunto. Non essendo in vita alla data di scadenza di una rata, come per esempio, il prossimo 16 giugno, il defunto non potrà pagare.

L’adempimento ricade sugli eredi quindi. E questo anche se il defunto non era soggetto passivo di IMU essendo l’immobile, la sua prima casa. Infatti per gli eredi la casa ereditata diventa una qualsiasi seconda casa su cui l’IMU, come noto, grava. Come è evidente, anche senza successione gli eredi sono chiamati ad una serie di adempimenti anche fiscali. E questo prescinde dal fatto che il defunto quando era in vita, aveva esenzioni, esoneri o agevolazioni. Cambia il soggetto passivo fiscalmente e cambiano gli adempimenti.

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