Banche, ecco chi taglierà sportelli, dipendenti e bancomat da qui alla fine dell’anno

Deutsche Bank taglia gli sportelli ma non scappa dall’Italia. Monte Paschi sarà presto in salvo, ma senza Unicredit. E poi ci sono i tanti tira e molla su piccoli e medi istituti. Per prepensionamenti, uscite anticipate mobilità esasperate o anche solo semplici licenziamenti. Però sono migliaia. Il mondo bancario è in pieno crunch. Nei 14 gruppi bancari operanti sul mercato, è iniziato il valzer delle chiusure di filiali e delle estromissioni di dipendenti. I sindacati cercano di arginare la piena. Ma non è solo una questione di adeguamento obbligato ai tempi della moneta elettronica e della operatività web. C’è anche un problema di ‘buchi finanziari’. Di crediti che non si riescono ad esigere. Di sportelli che cambiano repentinamente insegna lasciando spiazzati i clienti. Ecco cosa sta succedendo da qui a fine anno, la panoramica è a cura della Redazione Attualità di ProiezionidiBorsa.

Banche, ecco chi taglierà sportelli, dipendenti e bancomat da qui alla fine dell’anno

Il gruppo tedesco intende ridurli ancora dai 266 attualmente posseduti sul territorio italiano. Forse vorrà superare di poco i 150, come avviene in Spagna. Le filiali aperte, intanto, presto non erogheranno più denaro contante. Spariranno i servizi per la clientela micro-retail e aumenteranno quelli per i grandi patrimoni e le imprese. La banca tedesca intende puntare il suo business sulla clientela più benestante e più smart. Magari eliminando ogni attività a bassa redditività, rivolta al mercato di massa. Così come ha già fatto in Spagna, vuole diventare il partner ideale per le grandi imprese e per i clienti con ricchezza compresa fra 50mila e 500mila euro. Che non vanno mai di persona in banca e fanno tutto da remoto.

L’incognita esodi da Monte dei Paschi

La cura dimagrante decisa dal colosso di Francoforte, si abbatterà anche sullo staff di Monte dei Paschi. Non si sa quanti saranno i dipendenti da tagliare nella banca più antica del Mondo, ma certo alcune migliaia. Solo quelli che lavorano nei servizi informatici sono 850. Il colosso bancario senese potrebbe restare in mano pubblica e passare al Mediocredito Centrale, controllato da Invitalia. Un’insegna che ha già salvato la Banca Popolare di Bari. Alcuni osservatori scartano però questa ipotesi a favore di una acquisizione a tempo da parte di Unicredit. Nessuna decisione però verrà presa prima della fine dei ballottaggi delle elezioni comunali, previsti per il 17 e 18 ottobre. Non mancano i rumors e anche le truffe. A proposito di ciò attenzione alla nuova truffa bancaria per i clienti Monte dei Paschi e BPER, un gruppo di cui parleremo fra poco.

Prosegue il braccio di ferro in BNL

Banche, ecco chi taglierà sportelli, dipendenti e bancomat da qui alla fine dell’anno. Intanto in Bnl sono 900 i dipendenti da ‘esternalizzare’ e i rapporti tra vertice e dipendenti sono pessimi. Anche in BPER Banca c’è un piano esodi da discutere, da 1.700 dipendenti. Che sono in attesa di aprire i tavoli coi sindacati. All’ultima trattativa erano in 800 ad aver chiesto lo scivolo con la possibilità di andare in pensione con 3 anni di anticipo, ma poi non hanno accettato. Hanno preferito restare al lavoro. Forse se ne parlerà più avanti, se avvenisse il famoso matrimonio con la Popolare di Sondrio, di cui si parla, se non altro per il fatto che Unipol Banca è azionista del gruppo valtellinese.

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