Attenzione dal primo gennaio perché non potremo più pagare in contanti molte cose

Come ci promettiamo, tutti gli anni, allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre “anno nuovo vita nuova”, dal primo gennaio 2022 sarà davvero così. Infatti, se fino al 31 dicembre 2021 potremo pagare in contanti fino ad euro 1.999,99, con l’anno nuovo cambierà tutto. Infatti, da questa data in poi le abitudini di ancora tantissime persone dovranno per forza di cose cambiare. Sarà necessario prestare attenzione dal primo gennaio perché non potremo più pagare in contanti molte cose.

Esattamente come già anticipato su queste pagine, si dirà stop al contante per somme superiori a 1.000 euro ma diminuiscono le sanzioni. Ciò significa che dall’anno nuovo non potrà più trasferirsi denaro contante per un importo superiore ad euro 999,99 a qualsiasi titolo tra soggetti diversi. Neanche tra parenti.

Attenzione dal primo gennaio perché non potremo più pagare in contanti molte cose

L’obiettivo è quello di abbattere il fenomeno del sommerso e per tantissime persone abituate a pagare in contanti dovranno cambiare molte abitudini. Tanto è disposto dall’art. 18 del Decreto Legge n.124 del 2019. Pertanto, anche chi è abituato a conservare tutto a casa ed è ostile alle carte di credito, anche prepagate, dovrà cambiare idea. In caso contrario si rischiano sanzioni elevate.

Pertanto, se eravamo abituati ad utilizzare fino a 2.000 euro cash, magari non versando tutti i guadagni della legittima attività lavorativa dal 2022, tutto cambia. Lo stesso vale, idealmente, per il nonno che vuole regalare al nipote cifre pari o superiori a mille euro.

I soggetti interessati

Ma per chi cambieranno effettivamente le abitudini di spesa? Cambieranno soprattutto per quelle persone che finora non hanno ceduto al cambiamento dei pagamenti digitali.

L’esempio lampante è quello del pensionato che ogni mese preleva l’intera pensione per poi spendere in contanti. L’altro esempio concreto potrebbe essere il titolare di una piccola attività o l’esercente una libera professione che non versano tutti i guadagni. Sia chiaro però che questo non vuol dire non poter più spendere in contanti, ma non potranno più utilizzarsi per acquisti o spese importanti.

Le spese sotto la lente del Fisco

Per capire quali spese potrebbero essere oggetto di controllo, si può fare riferimento a quelle individuate per il redditometro. Ad esempio, alimenti e bevande di pregio, abbigliamento e scarpe di lusso, spese per cerimonie, preziosi, abbonamenti a palestre e circoli sportivi. E ancora, assicurazioni, viaggi, alberghi e ristoranti e così via. Si badi bene che superando il limite imposto dalla legge, si corre il rischio di vedersi sanzionati per migliaia di euro.

Va da sé che l’unica via di uscita è quella modificare le abitudini delle modalità di spesa e lasciarsi sedurre dai pagamenti digitali. Magari la soluzione potrà essere anche una carta prepagata, ma attenzione alle ricariche in contanti.

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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