Attenzione alla nuova sentenza che autorizza a prelevare tutti soldi dal conto corrente cointestato in caso di morte

Quando viene a mancare uno dei cointestatari di un libretto di deposito a risparmio si pone il problema di dividere le somme di denaro presenti fra gli eredi. A prescindere della quote ereditarie spettanti, i chiamati all’eredità devono pagare alcune imposte più o meno gravose al momento dell’apertura della successione. I nostri consulenti hanno già indicato “Quanto paga il coniuge, i figli e gli altri eredi per la successione di denaro su conto corrente o libretto postale?”. Ma quando si è dinanzi alla cointestazione di un conto bancario o postale potrebbero sorgere difficoltà relative alla divisione dei risparmi di ci era titolare il defunto. In particolare bisogna fare attenzione alla nuova sentenza che autorizza a prelevare tutti i soldi in caso di morte di uno dei cointestatari.

A temere sono soprattutto gli eredi legittimi del defunto perché il titolare superstite del conto cointestato potrebbe svuotarlo se impossessarsi delle somme in giacenza. Ciò ovviamente potrà aver luogo solo nella misura in cui non vi sia la firma congiunta che non consente di effettuare operazioni bancarie in autonomia. In caso contrario il correntista superstite ha diritto ad acquisire la piena titolarità dell’ammontare complessivo del patrimonio in deposito e non già limitatamente alla metà dello stesso. Sebbene occorra prestare attenzione alla nuova sentenza che autorizza a prelevare tutti i soldi dal conto corrente cointestato in caso di morte, in realtà non si tratta di una novità.

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Attenzione alla nuova sentenza che autorizza a prelevare tutti i soldi dal conto corrente cointestato in caso di morte

Una precedente sentenza della Corte di cassazione risalente al 29 ottobre 2002 aveva di fatto concesso l’adempimento dell’intero patrimonio in giacenza. Con la sentenza n. 15231 la Cassazione autorizzava la liquidazione dell’intera somma di denaro sul conto cointestato a vantaggio del correntista superstite. E con ciò sollevava l’istituto bancario dalle eventuali recriminazioni degli eredi cui spetta parte del denaro in giacenza. In sostanza la più recente sentenza della Corte si richiama all’ordinanza n. 15231 secondo cui la banca non può ostacolare il prelievo di tutto il saldo da parte del cointestatario superstite. Nel caso in cui gli eredi abbiano diritto all’eredità dei soldi in giacenza non potranno avanzare recriminazioni all’istituto di credito. Dovranno piuttosto rivendicare il diritto alla quota ereditaria spettante e richiedere al cointestatario la restituzione delle somme prelevate.

Approfondimento

Come si divide l’eredità dei soldi sul conto corrente cointestato

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