Attenzione ai tagli sugli assegni di chi sceglie di andare in pensione prima

Non si può lasciare a cuor leggero il posto di lavoro con qualche anno di anticipo. La strada del prepensionamento potrebbe infatti avere dei costi molto elevati e pesare notevolmente sulle entrate pensionistiche del lavoratore. Bisogna pertanto prestare attenzione ai tagli sugli assegni di chi sceglie  di andare in pensione prima e valutare l’effettiva convenienza dell’anticipo previdenziale. Ciò perché talvolta le perdite sul rateo pensionistico sarebbero talmente sensibili che quasi si impone la necessità di trattenersi al lavoro. D’altronde sarebbe davvero uno spreco mandare in fumo il valore della contribuzione pur di anticipare l’abbandono della professione.

Per avere un’idea dei margini di perdita sui ratei previdenziali si dovrebbero conoscere gli importi spettanti in relazione all’anzianità contributiva. Abbiamo perciò risposto ai Lettori che chiedevano “A quanto ammontano le pensioni INPS 2021 con meno di 40 anni di contributi?”. Prima di inoltrare domanda di prepensionamento conviene infatti fare attenzione ai tagli sugli assegni di chi sceglie di andare in pensione prima. Esiste infatti anche per il 2021 la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro con l’opzione RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata. Ne hanno accesso solo i lavoratori che nel corso de tempo hanno accumulato somme di denaro in un fondo previdenziale. Di conseguenza, il meccanismo RITA non prevede facilitazioni e sconti contributivi sull’età pensionabile, ma attinge dai risparmi del lavoratore.

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Attenzione ai tagli sugli assegni di chi sceglie di andare in pensione prima

Ciò non significa che RITA in assoluto non sia conveniente perché bisogna valutare ogni storia professionale e contributiva per scegliere con consapevolezza. Insieme all’APE sociale, il Decreto legislativo 232/2016 ha introdotto con la RITA due opzioni che agevolano chi non può rinunciare al prepensionamento. Pur tuttavia molto spesso è necessario fare attenzione ai tagli sugli assegni di chi sceglie di andare in pensione prima perché potrebbe costare davvero molto. Da un lato è possibile lasciare il lavoro a 57 anni e con un montante di contribuzione di almeno 5 anni o 20 anni presso l’INPS o un’altra casa previdenziale. Dall’altro è il lavoratore stesso che paga con i propri risparmi l’uscita anticipata utilizzando una parte o l’intero montante contributivo. In sostanza si attinge dalla previdenza integrativa per ottenere gli assegni mensili che accompagnano al conseguimento della pensione a 67 anni.

In linea di massima i costi da pagare per anticipare il pensionamento sono molto alti se il lavoratore desidera ricevere ratei di importo simile allo stipendio. Per sostenere i costi di un anno di RITA si deve attingere dalla previdenza integrativa una somma pari a 8 anni di versamenti al fondo. Ne consegue che per 2 o 3 anni occorre erodere i risparmi di 16 o 22 anni. Ciò significa che verrà meno o si ridurrà significativamente la pensione integrativa con cui si intendeva incrementare l’assegno pensionistico.

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